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Serradifalco, il crollo alla scuola Verga «Delitto colposo», sette gli indagati

SERRADIFALCO. Il crollo del padiglione della scuola elementare «Giovanni Verga», il 10 gennaio 2011, non fu «spontaneo» ma «indotto». E' quanto affermano i consulenti nominati dal pm che indaga sul cedimento, formulando l'ipotesi di «delitto colposo di danno» in relazione al «crollo di costruzioni» e iscrivendo nel registro degli indaganti sette persone, fra dipendenti e tecnici di fiducia del comune e della ditta che, al momento del crollo, stava eseguendo lavori di consolidamento strutturale nell'edificio.


A concorrere al crollo dell'ala, secondo i tre tecnici del pm, sarebbe stato il presunto mancato rispetto delle norme di ordinaria diligenza e osservanza delle norme progettuali, o più generalmente di buona tecnica. Motivo per cui individuano una serie di responsabilità. Non senza avere prima sostenuto che la supposta causa principale del crollo sarebbe da ascriversi agli interventi di demolizione del solaio del seminterrato. Operazione che, sempre secondo i consulenti, avrebbe provocato prima l'indebolimento del muro centrale «di spina» e poi il collasso degli altri solai e di due, dei tre muri portanti. I tecnici ipotizzano poi la possibilità che i lavori nel piano seminterrato dell'edificio siano stati eseguiti anche con l'uso di mezzi meccanici. E non solo con mezzi manuali.


Non fosse altro perché il periodo occorso per l'operazione, come risulterebbe nel «giornale di cantiere» - ritrovato, assieme a un mini escavatore e una minipala, fra le macerie - sarebbe stato relativamente breve. Mentre non sarebbe stato rinvenuto né un puntello, né una carriola o piccone, pala e martello. E se questi ultimi sarebbero potuti essere portati via dagli operai del cantiere, quando presagendo l'imminente crollo, l'hanno abbandonato, secondo i consulenti, sarebbe improbabile che durante la fuga abbiano portato via anche la carriola. In quanto a possibili concause, i tecnici sostengono che la deformabilità, che sarebbe stata accertata in una porzione di muro di spina sottoposto a prova, avrebbe sicuramente diminuito le capacità della struttura e accelerato il collasso.


Tra le violazioni, intraviste dai consulenti del pm, figurerebbero le supposte mancate verifica delle condizioni delle strutture da demolire ed esecuzione delle opere di puntellamento e rafforzamento e dei lavori in modo che non pregiudicassero la stabilità delle strutture portanti. Oltre ad altre presunte violazioni che, però, potrebbero non avere concorso al crollo del padiglione della scuola.

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