Martedì, 18 Giugno 2019

Il carcere è garante dei diritti, a Gela una guida per i 90 detenuti

GELA. Detenuti ma consapevoli dei loro diritti. Per la prima volta in Sicilia, la compartecipazione fra le istituzioni carcerarie e quelle comunali ha permesso di dare alla luce una vera e propria guida destinata agli attuali reclusi della casa circondariale di contrada Balate. Sono circa novanta i ristretti all’interno della struttura e le condizioni di vita, rispetto a quelle generali registrate nel resto del paese, appaiono decisamente più dignitose. “Addirittura – spiega il procuratore Lucia Lotti – in alcuni casi, gli autori di reati commessi in altre zone sono volontariamente arrivati in città per costituirsi, allo scopo di poter essere ristretti nella casa circondariale di contrada Balate”. L’attuale responsabile del penitenziario Giorgia Guttadauria lancia un messaggio proprio in direzione dei detenuti. “Con questa guida – spiega – abbiamo scelto di stringere un patto con i ristretti di Balate. Loro devono sapere di essere titolari di diritti oltre, ovviamente, ai doveri impostigli dalla legge. Sotto questo profilo, non posso che ringraziare tutti gli operatori sociali, quotidianamente a supporto dei detenuti di questa struttura”. Non a caso, già da tempo, all’interno di uno dei reparti di contrada Balate è stato avviato il modello della vigilanza dinamica che consente ai reclusi di vivere circa dodici ore al giorno con celle aperte. Un sistema che rafforza le stesse convinzioni del comandante di reparto e responsabile della sicurezza della casa circondariale Francesco Salemi. Ieri mattina, oltre al procuratore capo Lucia Lotti e al presidente del tribunale Alberto Leone, a Balate è giunta la regista Giovanna Taviani, autrice del cortometraggio “Il Riscatto”. “In questo lavoro – ammette – ho scelto di seguire Salvatore Striano, un ex detenuto uscito da esperienze di criminalità organizzata, che ha trovato la sua personale salvezza nei testi di Shakespeare e nel teatro. E’ stato uno dei protagonisti di “Cesare deve morire”, realizzato dai fratelli Taviani, con al centro l’attività svolta da una compagnia teatrale composta esclusivamente da reclusi”. Un gruppo di detenuti della casa circondariale ha potuto partecipare alla proiezione del corto. “Siamo molto attenti al loro reinserimento – dice il vice sindaco Fortunato Ferracane – abbiamo istituito dieci borse lavoro per altrettanti ex detenuti segnalatici dal servizio interno della casa circondariale”.

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