Lunedì, 30 Marzo 2020
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Serradifalco, lago Soprano in agonia

SERRADIFALCO. «Altro che la bandiera, meriterebbe il vestito nero: sta portando il lago Soprano alla morte». L’ex assessore Totò Alaimo critica l’amministrazione comunale e propone due progetti “in grado di garantire la vita del bacino lacustre, assicurando sempre lo stesso livello delle acque”. «Il primo porterebbe le acque al lago - spiega Alaimo - per mandata: utilizzando la condotta dell’ex impianto di sollevamento, parte delle acque che fuoriescono dal depuratore di contrada Mintina per finire nel fiume Gallo d’oro sarebbero deviate nel lago Soprano». Il secondo, invece, farebbe arrivare le acque nel bacino ”per caduta”, ovvero, utilizzando parte delle acque che fuoriescono dal pozzo di contrada Gazzana.
«In entrambi i casi – continua l’ex assessore – un sistema di galleggianti farebbe confluire le acque al lago solo in caso di un calo del loro livello».
«Il progetto - afferma Alaimo - è stato apprezzato dai rappresentanti delle associazioni ambientaliste e dalla direzione della riserva del lago Soprano nel corso del recente convegno di Legambiente». Il riferimento dell’ex assessore è alla manifestazione con la quale la “Goletta dei laghi” di Legambiente ha confermare per il 2013 la “bandiera nera” assegnata lo scorso anno al comune e alla provincia di Caltanissetta, dopo una verifica delle condizioni della riserva naturale. A proposito delle quali, Alaimo afferma “che le analisi condotte dall’Arpa, su richiesta del comune, che hanno accertato l’assenza di cesio, in realtà hanno interessato le acque superficiali e non i fondali del lago”. Secondo l’ex assessore, però, un fisico nucleare avrebbe ipotizzato, “e non affermato, come falsamente è asserito, la presenza di cesio anche nel lago Soprano, proveniente dagli esperimenti nucleari condotti nel deserto del Sahara, al pari di quello di Pergusa. Non fosse altro perché Serradifalco è più vicina all’Africa e i due laghi poco distanti, in linea d’aria, l’uno dall’altro”.  

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