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Serradifalco, sindaco contro Ato: "Troppi dipendenti in organico"

CALTANISSETTA. «Il numero del personale Ato in servizio a Serradifalco è notevolmente superiore al fabbisogno, ma il servizio reso dalla società d'ambito è di molto inferiore alla sufficienza». La denuncia sulla presunta «anomalia» è del sindaco Giuseppe Maria Dacquì. Il quale, per questo motivo, ha in programma per oggi un incontro con il commissario liquidatore dell'Ato ambiente Cl1 Elisa Ingala. Assieme a lui l'assessore all'ambiente Francesco Valenti. Per il quale «il numero del personale è superiore a quello che sarebbe, invece, necessario, poiché nonostante l'arrivo dei lavoratori stagionali, a Serradifalco prestano ancora servizio dipendenti provenienti da altri comuni». Per Valenti, poi, «la qualità del servizio è compromessa dal fatto che a Serradifalco non esiste più la figura del coordinatore e che i lavoratori da tre mesi non ricevono lo stipendio». La presupposta «contraddizione tra numero del personale e qualità del servizio», sarebbe emersa «nel corso periodica verifica dei costi caricati dall'Ato sul comune di Serradifalco», svolta anche in questo caso dal sindaco Dacquì e dall'assessore Valenti. Nell'ultima, compiuta ieri l'altro, sarebbe emerso «che il numero dei dipendenti che lavorano a Serradifalco - e che, quindi, gravano sul costo del servizio di nettezza urbana che ricade sul comune - è eccedente al reale fabbisogno e non offre un servizio eccezionale». Secca la replica del commissario liquidatore dell'Ato ambiente Cl1 Elisa Ingala: «Apprendo con meraviglia delle dichiarazioni del sindaco e dell'assessore all'ambiente di Serradifalco - ha dichiarato ieri pomeriggio -, considerato che solo domani mattina si avrà contezza dei dati ufficiali. Se poi si riferiscono al personale in servizio al Centro comunale di raccolta, esse sono errate poiché i dipendenti in servizio sono in carico anche di altri comuni». Comunque sia, nel corso della riunione di oggi, come annunciava ieri mattino il sindaco Dacquì, «saranno affrontate anche altre due problematiche». Che il primo cittadino elenca quello che non va: «Il problema degli automezzi: quelli in servizio a Serradifalco sono piuttosto vetusti e più non sopportano il peso per il quale originariamente erano stati omologati e i trecento chilometri giornalieri cui sono costretti per scarica i rifiuti; ma soprattutto non garantiscono ai lavoratori che li guidano la necessaria sicurezza». A Ingala, il sindaco proporrà poi «la costituzione di un'unica banca dati, che contenga l'anagrafe tributaria aggiornata degli utenti, con la quale condurre un'efficacia lotta all'evasione e all'elusione».

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