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Pulizia fai da te a Caltanissetta

Gli abitanti del quartiere San Luca con ramazze e zappe hanno provveduto a sistemare la villetta denominata «giardino della legalità»
Sicilia, Archivio

CALTANISSETA. Nella città dove la gestione del verde è una utopia, sono spesso i cittadini a dare l'esempio e dimostrare all'ente pubblico che - volendo - si possono si possono trasformare in qualcosa di dignitoso e vivibile angoli e spazi dimenticati. In prima fila, in questa "battaglia" troviamo ancora una volta i residenti del più     popoloso quartiere della città (San Luca) con quasi seimila abitanti, un rione nato male e cresciuto fra il disinteresse generale fino alla nascita di un comitato     di zona oggi fra i più attivi. Proprio a San Luca domenica è andata in scena una "iniziativa" che ha il sapore della sberla per l'amministrazione comunale incapace di dare una risposta ad una richiesta (5 dicembre 2012) per la gestione a titolo gratuito dell'ormai famoso largo di fronte l'Enel dove i volenterosi residenti nel ricordo di giudici, giornalisti, agenti uccisi dalla mafia, hanno creato il "Giardino della legalità" pianta quaranta querce e realizzando al contempo l'orto urbano e attività di ortoterapia con il coinvolgimento di organizzazioni     agricole e associazioni operanti nel mondo del volontariato. E sempre con il coinvolgimento di alcuni ragazzi ragazzi extracomunitari a rischio comitato di quartiere e la media "Rosso di San Secondo" guidata dal professore Enzo Cusimano è stata realizzata una villetta. Di fronte a tanto attivismo il Comune ha risposto con il silenzio che di fatto ha trasformato lo slargo in qualcosa di inguardabile con erbacce lunghe due metri e quasi soffocare le querce e con la presenza diffusa di topi. A San Luca, però, sono passati al contrattacco e domenica tanta gente del quartiere si è rimboccata le maniche. "Armata" di guanti, scope e tutte, ma soprattutto da tanto buona volontà ha ripulito l'intera area rimuovendo una grossa mole di immondizia e ristoppie. Lo slargo torna a respirare ma contestualmente è stata avviata una raccolta di firme (già 450, ma l'obiettivo è quota mille) per invitare il sindaco al rinnovo della convenzione per la gestione dello slargo. "L'amministrazione comunale - ha rilevato il presidente del comitato Carlo Campione - si è dimostrata incapace di gestire il verde pubblico. E' cronaca di questi giorni che la città è invasa da erbacce e sterpaglie però il sindaco chiede pubblicamente ai cittadini l'adozione delle aiuole. Per ultimo - ha aggiunto - le ordinanze sindacali che sanzionano i privati che non ripuliscono il proprio terreno, sono una vera e propria contraddizione: non ha senso sanzionare i privati e lasciare in stato di abbandono gli spazi pubblici di propria competenza. Ancora una volta - ha concluso Carlo Campione - il comitato di quartiere testimonia in prima persona che di parole e inefficienze la città è stanca. La città non è di chi la amministra, ma è dei cittadini. Insieme e in sinergia si possono fare tante cose, da soli non si va da nessuna parte. L'auspicio è che tutti facciano qualcosa". Ieri però i residenti di piazza Trento hanno gridato al miracolo. Dopo mesi di proteste e di denunce dalle colonne del nostro Giornale, si sono rivisti gli operai del Comune per la potatura di alberi e piante e la rimozione di immondizia ed escrementi di cani. Quell'aiuola ormai era diventata una offesa al buon senso e - sommersa     dal putridume - rappresentava un rischio per l'igiene pubblica. Per rimettere in ordine uno dei pochi giardinetti della città sono però occorsi parecchi mesi. Il "miracolo" può essere catalogato come un piccolo passo avanti nella speranza, come hanno evidenziato gli abitanti, che non debba passare un altri mezzo anno per rivedere all'opera i giardinieri.

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