Sabato, 01 Ottobre 2022
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Discarica abusiva nell’area industriale: "Tre a giudizio per reati ambientali"

Imprenditore, commerciante e proprietario del terreno sotto accusa per aver scaricato rifiuti a cielo aperto
Sicilia, Archivio

CALTANISSETTA. Imprenditore, commerciante e proprietario terriero nei guai per avere trasformato una vasta area in una pattumiera a cielo aperto. Scaricando in quella zona di tutto, compreso materiale di risulta di lavori effettuati in una scuola elementare della città. Una notevole quantità scarti di demolizioni di fabbricati a creare un enorme immondezzaio in una area a cavallo tra le zone industriali della città e San Cataldo. L’indagine della polizia municipale ha finito per far trascinare al centro di un dossier un imprenditore edile cinquantenne, la trentenne amministratrice di una società che opera nel settore della vendita di materiale per l’edilizia e il proprietario del fondo che è stato trasformato in una maxi discarica abusiva (assistiti dagli avvocati Maria Giambra e Antonio Messina). Per tutti le ipotesi di reato contestate dalla procura sono, a vario titolo, di discarica abusiva di sfabbricidi e deposito incontrollato di rifiuti. E’ in un’indagine della polizia municipale che affondano le radici queste accuse. Lo scenario finito al centro del dossier è un po’ datato nel tempo ma è in una fase successiva che sarebbe venuto fuori. Nel momento in cui i vigili urbani hanno scovato quella distesa di scarti di demolizioni. L’area è stata poi posta sotto sequestro. Ma da quando è scattata l’indagine, gli agenti municipali hanno costantemente monitorato quell’area. Con una serie di appostamenti mirati. Ma non è tutto. Sono stati effettuati pure controlli incrociati per appurare quali lavori, magari di una certa consistenza, si stessero effettuando in quella zona in quel periodo. Per risalire ai possibili autori dell’abbandono di sfabbricidi. In una circostanza sarebbe stato notato lì, nell’area «incriminata», un mezzo che sarebbe appartenuto a una impresa edile, il cui titolare è poi finito nel mirino della magistratura. E’ attraverso la targa di quel camion ritenuto sospetto che sono risaliti alla proprietà che, però, s’è presto giustificata asserendo che passava da lì per caso, giusto per andare ad acquistare materiale da cantiere. Così per diverso tempo è andato avanti il servizio di appostamento in cerca dei responsabili di quello scempio ambientale. L’ennesimo scoperto dalla polizia municipale così come da carabinieri e polizia. E alla fine l’inchiesta s’è catalizzata su un gruppetto un po’ più ristretto.



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