Martedì, 25 Gennaio 2022
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Redentore, arrivano le telecamere

Il sistema di videosorveglianza servirà a prevenire atti vandalici danneggiamenti e altri abusi divenuti consuetudine in quell’area
Sicilia, Archivio

CALTANISSETTA. L'occhio del grande fratello sul piazzale del Redentore sottoposto da due anni a questa parte a una martellante offensiva dei vandali. La Curia ha mantenuto la promessa facendo installare due telecamere - già funzionanti - in punti strategici e comunque in grado di "osservare" ogni angolo del sito compreso quello retrostante il monumento dove maggiore è stato l'accanimento dei teppisti. La videosorveglianza è stata, fra le tante, l'unica proposta che ha avuto pratica attuazione grazie anche alla spinta arrivata dal coordinamento dei comitati di quartiere. Per il Redentore arriva la seconda - buona - notizia: l'amministrazione comunale ha stanziato 35 mila euro per il ripristino dei pilastrini (la cosiddetta "rotonda") alle spalle del Gesù benedicente demoliti e scaraventati nella sottostante scarpata. I lavori per la loro ricollocazione dovranno concludersi entro marzo come ha annunciato il vicesindaco Carlo Giarratano a margine della presentazione del progetto di riqualificazione della Provvidenza. Quello che si è consumato, e si consuma tuttora, al Redentore è uno scempio senza precedenti che ha suscitato indignazione di molti nisseni. Unico organismo a muoversi concretamente è stato il coordinamento dei comitati di quartiere guidato da Carlo Campione che ha ingaggiato una vera e propria "battaglia" per ridare dignità a un luogo simbolo della città, facendo sottoscrivere una convenzione con la quale vari enti si sarebbero impegnati in una difficile quanto onerosa operazione-recupero. Campione ha coinvolto anche privati cittadini e imprenditori disposti a investire al Redentore chiedendo in cambio solo la gestione dell'area per trasformarla in un luogo di pellegrinaggio, obiettivo che aveva ispirato nel 1900 la realizzazione della grande statua bronzea eretta per celebrare il giubileo di papa Leone XIII. Tutta l'area – a parte qualche spezzone appartenente a enti diversi, Caltaqua, Provincia e Forestale - è di proprietà della Curia anche se una sentenza risalente a qualche anno fa ha sancito il diritto di usucapione ai cittadini nisseni.

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