Lunedì, 17 Febbraio 2020
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IL COMMENTO

Ferragnez, viva gli sposi multimediali e viva gli sponsor

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I Ferragnez insieme alla sorella di Chiara Ferragni, Valentina

Lui fa il rapper, lei fa l’influencer. Che scritti e letti così non sembrano nemmeno due mestieri. Però hanno 20 milioni di followers che scritti e letti così sembrano più gli abitanti della Costa d’Avorio che una comitiva di amici con cui uscire per la pizza il sabato sera.

Il fatto è che lui – Fedez, il rapper – in poco meno di dieci anni di carriera ha venduto qualche milioncino di dischi mentre lei – Chiara Ferragni, l’influencer – senza nemmeno sforzare l’ugola ma lavorando di polpastrelli sullo smartphone, ha addirittura saputo far di meglio e adesso per ogni post che piazza su Instagram – e ne piazza tanti ma tanti, anche due o tre al giorno - guadagna 12 mila dollari, clic, commenta, condividi e le si attiva l’Iban.

Insomma, questi due qui, straricchi rappando e influenzando, ieri sono convolati a nozze in Sicilia, a Noto, città barocca che nemmeno il crollo della cupola della celebrata cattedrale portò a questo surplus di cronaca, provincia dell’estremo Sud che non aveva mai conosciuto questo scintillìo di esposizione mediatica, questo sfarzo, questo eccesso, questa folla affamata di scatti e autoscatti, queste stoffe di Dior e di Versace, questi banchetti firmati dal cuoco pluristellato per centinaia di invitati, questo esercito del selfie accaldato, sudato, arrancante per le antiche strade che purtroppo pare sia sopravvissuto con colazioni al sacco piuttosto che in trattorie e ristoranti, al massimo caffè, Cocacola e granita.

Sono stati proprio i loro datori di lavoro – i followers per l’appunto – a darsi appuntamento in minima parte (per fortuna) a Noto – un popolo da panini-birra-acqua minerale! – ma massicciamente in rete per tutto ieri (anche se il prologo dei giorni scorsi di certo non era stato meno seguito) e passata la notte sapremo quanto share ha fatto l’evento che vale più d’un terremoto, quante visualizzazioni, quanto gradimento, quanti commenti anche malevoli ovviamente perché va tutto bene purché si lasci traccia telematica di sé e gli sponsor impazziscano di gioia e di soldi, purché si professi eterno amore o odio eterno alla coppia più coppia dell’anno, purché si duelli a colpi di post tra gli wow e i chisenefrega e non si capisce quanto esagerino gli wow e quanto rosichino i chisenefrega.

Soldi, s’è parlato più di soldi che d’amore per le nozze dei «Ferragnez» (qualcuno ha perfino sottolineato che dall’orribile neologismo ricavato dai cognomi – di cui perfino Alitalia s’è appropriata per battezzare gate e voli esclusivi per l’evento da Linate – si poteva evincere un che di cavalleresco o addirittura di femminista, ma per piacere…). Soldi che sono il motore di questi due cuori multimediali che si espongono 24h, il primo bacio, la prima notte, il pancino-pancione di mamma, il bebè appena nato, la nuova casa ancora non del tutto attrezzata («scusate il disordine»), il cane che scodinzola e scorrazza e via fotografando, postando, commentando, la vita social, la vita virtuale, la vita reale che vita non sembra – o vita addirittura non è – se non è riprodotta nei suoi momenti più intimi, la vita di carne fatta schermo, la vita che corre con le lancette dei secondi e viene spezzata in istantanee, prolungata in frame che si susseguono, mattina, pomeriggio, sera, notte, non c’è sosta, non un attimo di pausa, un Grande Fratello domestico spurgato di rutti (almeno qualcuno del marmocchio, dai…) perché l’apparire deve essere anche apparenza, una nuova forma di ipocrisia borghese (in questo caso di borghesia riccona).

Soldi, soldi, soldi, tanti soldi, lodati siano i soldi, i beneamati soldi che ci regala il nuovo totem della comunicazione nel «giorno più bello», sia con i droni che planano sui buffet che col telefonino piazzato in mezzo al bouquet al momento del lancio, matrimoni «normali» che sul web si perdono più in titoli di coda e ringraziamenti che in immagini del rito o della festa, figuriamoci per questo Ferragnez che più che un love affaire e un business affaire. Peggio che a Sanremo quando la Rai aspetta ogni mattina i dati del festival, di buon’ora aspetteremo anche noi, trepidanti, i «numeri» del matrimonio netino sul web. Poi chissà, magari un selfie della prima colazione o addirittura qualche breve momento non vietato ai minori delle coccole della première nuit. Chissà se c’è un borsino, nella lista delle immagini, che fa la differenza tra cornetto e cappuccino e giravolte tra le lenzuola di seta.

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