Giovedì, 20 Gennaio 2022
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Palermo, se 4 bravi attaccanti sono un problema

Difficile giocare con Pinilla, Miccoli, Ilicic e Pastore, ma dopo la gara col Parma sembra chiaro che al cileno non si può rinunciare
Sicilia, Analisi e commenti

Il successo del Palermo sul Parma ha rilanciato assieme alla squadra rosanero il prestigio di Delio Rossi, che a Napoli era andato un po’ nel pallone. E insieme ha rilanciato il modulo «4-3-1-2», quello delle ultime due stagioni, che sembrava soppiantato dallo schieramento «4-3-2-1». Rileggendo la partita col Parma ci convinciamo sempre di più che Pinilla un posto in questa squadra deve trovarlo e più lo ripetiamo più rileviamo la difficoltà di far giocare insieme il cileno, Miccoli, Ilicic e Pastore. Se il calcio fosse una questione di formulette potremmo dire: facciamo il «4-2-3-1». Ma non è così facile e per garantire il giusto rapporto attacco-difesa il Palermo non può rinunciare a tre centrocampisti. Che problema avere quattro bravi attaccanti!
In quanto a Pastore abbiamo apprezzato la decisione e la sensibilità di Rossi. Che ha cambiato il Flaco durante l’intervallo risparmiandogli l’uscita dal campo tra i fischi. Noi crediamo che il Flaco giochi molto meglio con due punte (che gli fanno spazio) e il centrocampo a rombo, anche se i gol più belli li ha fatti col cosiddetto «albero di Natale». Ovviamente questioni di punti di vista.
Ci sembra facile rilevare che da quando è andato via Walter Sabatini qualcosa è cambiato anche in merito al ruolo di Delio Rossi in società. Prima lo vedevamo un po’ alla Ferguson, ispiratore o comunque partecipe di ogni mossa societaria sul mercato, anche per il forte legame col direttore sportivo. Oggi ci sembra molto più distante dalle questioni di compravendita e più dedito alle vicende di gestione dello spogliatoio. Lo ha confermato lui stesso affermando sabato: «A gennaio non arriveranno salvatori della patria». Forse. Però, è pensabile che possano essere presi giovani un po’ più pronti di quelli attualmente in organico, tra i quali il solo Kasami ci sembra avere numeri tecnici e fisici per imporsi in serie A.
È chiaro che Zamparini sta procedendo da solo, consigliato da più parti, e solo il campo dirà se avrà fatto bene o male. Intanto il filone slavo ci sembra di qualità, anche se sarà difficile scovare altri Ilicic o Bacinovic. Potrà arrivare gente sveglia, questo si. A prezzi e con modalità meno complicate rispetto al mercato sudamericano, dove per ogni buon giocatore ci sono numerosi «passaggi» e «dazi» da superare.
Ovviamente questo ruolo di osservatore esterno non piace a Rossi, che sperava di potersi costruire nel tempo una squadra su misura. E questo è uno dei tanti problemi che oggi separano il tecnico e Zamparini, che si divertono da settimane a dire uno bianco e l’altro nero, un po’ su tutto. Potrebbe fare parte della normale dialettica e ci auguriamo che dietro questa schermaglia verbale continui a esserci la reciproca volontà di continuare insieme. Perchè di una cosa siamo certi: Zamparini e Rossi sono entrambi molto amati da gran parte del popolo rosanero.

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