Mercoledì, 19 Dicembre 2018
STORIA E PARTITI

Da "Padania libera" al nazionalismo di "Prima gli italiani", così è cambiata la Lega di Salvini

MILANO. La sala stampa di via Bellerio, in questi giorni gremita fino all'inverosimile, è intitolata a Gianfranco Miglio, l'ideologo della prima Lega che esibiva la parola Nord nel simbolo. Ma dai tempi del partito delle origini, dal dna autonomista e poi indipendentista, è passata davvero un'epoca.

Il risultato storico raccolto alle elezioni politiche da Matteo Salvini è suggellato dai colori dei manifesti che tappezzano quella sala: poco verde, un po' di giallo e di arancione, soprattutto tanto blu. Il blu che accompagna lo slogan 'Salvini premier', modello campagna di Donald Trump. La 'Padania' non si sente più nominare. L'Italia sì, e parecchio.

Dalle ampolle con l'acqua del Po, prelevata da Umberto Bossi sul Monviso e versata nella laguna veneziana, al 'prima gli italiani' scandito da Salvini nelle piazze di tutta Italia, il cambiamento è stato notevole.

È un cambio di orizzonte, ma anche di gerarchie: ad attendere l'esito del voto in via Bellerio non c'era Bossi come cinque anni fa, non c'era Roberto Maroni, ma c'erano i nuovi colonnelli salviniani.

A partire dai vicesegretari Giancarlo Giorgetti e Lorenzo Fontana. È rimasto, dei 'vecchi', il solo Roberto Calderoli, che su Facebook ha lodato il successo leghista: "In questi due mesi ho girato per tutta l'Italia, sono stato in tutte le regioni e ovunque, e sottolineo ovunque, ho trovato una convinzione e un entusiasmo che mi avevano portato a prevedere, nei giorni scorsi, che la Lega sarebbe stata il primo partito della coalizione del centrodestra. E così è stato".

È una Lega nazionale, identitaria, sovranista e forse anche nazionalista, quella che ha superato il partito di Berlusconi. Ma è anche una Lega che lontano dalle telecamere, nei corridoi e negli uffici, conserva gelosamente i manifesti di trent'anni di battaglia politica, ingialliti dal tempo e inneggianti all'autonomia della Lombardia, del Veneto, del Piemonte. È una Lega che cerca di essere un po' tutto. È la Lega di Salvini.

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