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Donald Trump e Mitt Romney
STATI UNITI

Trump a caccia del segretario di Stato. Bene l'incontro con il "nemico" Romney

NEW YORK. Donald Trump incontra il 'nemico" Mitt Romney. Un faccia a faccia «produttivo» durato un'ora e venti minuti, e concentrato sulla politica estera, sui «vari teatri nel mondo dove ci sono significativi interessi americani» afferma l'ex candidato alla Casa Bianca, descrivendo la conversazione come di «ampia portata e approfondita».

Le parole di Romney sembrano confermare le indiscrezioni della vigilia dell'incontro, ovvero la possibilità che il presidente-eletto possa offrire al rivale la posizione di segretario di stato, la più prestigiosa e delicata. L'incontro segue le violente accuse che i due scambiati in campagna elettorale e rappresenta un cambio di passo del presidente-eletto, un'apertura.

Dopo le prime controverse nomine, Trump sembra infatti aprire nuovamente all'establishment repubblicana, andando a cercare per ruoli chiave nella sua amministrazione anche fra i non fedelissimi. Anche se molti mettono in guardia sul fatto che l'incontro potrebbe essere solo una messa in scena per dimostrare ancora una volta la sua imprevedibilità, l'appuntamento con il moderato Romney di sicuro tranquillizza il partito, elevando il lavoro di Trump.

«Gli incontri in calendario mostrano come stiamo sollecitando e cercando idee e prospettive diverse mentre lavoriamo a formare la nuova amministrazione» spiega Jason Miller, il portavoce di Trump, precisando come il presidente-eletto è aperto a incontrare e confrontarsi anche con coloro che lo hanno criticato politicamente. «Stiamo lavorando per unire il paese» aggiunge Miller.

Il giro di incontri in programma è ben al di là del faccia a faccia con Romney. Trump infatti vede anche Robert Woodson, l'afro americano conservatore in corsa per la posizione di segretario per lo sviluppo urbano. Ma anche Patrick Soon-Shiong, l'oncologo miliardario che è stato consulente del vice presidente Joe Biden nella sua campagna contro la lotta al cancro. E

James Mattis, il generale dei Marine Corps in pensione che è fra i papabili per il posto di segretario alla Difesa. E Michelle Rhee, la democratica che potrebbe diventare il prossimo segretraio all'istruzione. Il faccia a faccia con Romney è però quello di più alto profilo. In gioco ci sarebbe il dopo John Kerry.

E Trump per metterlo in buone mani sarebbe anche disposto a conciliarsi con l'ex candidato alla Casa Bianca. Romney è stato uno dei suoi maggiori critici durante la campagna elettorale. Quando Trump è divenuto il candidato repubblicano, Romeny non ha esitato a dire che «le prospettive per un futuro sicuro era diminuite», suggerendo che Trump era pericoloso e instabile.

Ma la campagna elettorale è finita, Trump è presidente e il partito deve farci i conti. Non è chiaro se Romney vorrebbe un posto nell'amministrazione Trump, date le differenze pronunciate sulla politica commerciale e sui rapporti con la Russia. Da segretario di stato, seppur cercando di moderare i toni, Romney dovrebbe portare avanti politiche a cui è contrario e la sua disponibilità a farlo è tutta da vedere.

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