PALAZZO D'ORLEANS

Gelo Faraone-Crocetta, riforma Province
o elezioni anticipate il prossimo autunno

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Lunedì vertice al ministero dell’Economia: se Roma non «sgancerà» i 300 milioni su cui la Regione conta per chiudere il bilancio 2015, Crocetta non sarà più in grado di pagare gli stipendi a forestali e precari vari

riforma province, Davide Faraone, Rosario Crocetta, Sicilia, Politica

PALERMO. Nel caldo afoso che ha accompagnato il giudizio di parifica al Rettorato di Palermo si avvertiva ancora di più il gelo con cui Davide Faraone è passato accanto a Crocetta. I due si sono ignorati. Ed è questa l’immagine simbolo di quello che sta accadendo intorno a Palazzo d’Orleans.

Da Roma l’obiettivo è stato dichiarato: voto anticipato entro la primavera del 2016. L’area che fa capo al sottosegretario alla Pubblica istruzione non esclude che si possa perfino anticipare al prossimo novembre. Saranno decisivi due passaggi: la riforma delle Province va approvata inderogabilmente entro fine luglio, un flop sarebbe il segnale che maggioranza e governo non «tengono» più.

E inoltre a questa riforma sono agganciati politicamente alcuni interventi statali sul fronte finanziario. Proprio questo fronte costituisce il secondo test a breve termine per capire se Crocetta supererà la crisi. Lunedì al ministero dell’Economia è fissato un vertice cruciale: se Roma non «sgancerà» i 300 milioni su cui la Regione conta per chiudere il bilancio 2015, da subito Crocetta non sarà più in grado di pagare gli stipendi a forestali e precari vari e sarà costretto anche a bloccare i finanziamenti ai Comuni. Una catastrofe.

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