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CAOS IN GIUNTA

Crocetta: "Non c'è Sanità senza Lucia
Pure io volevo lasciare ma ho resistito"

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Appello del governatore dopo l'addio annunciato dall'assessore. Non posso non comprendere le ragioni di Lucia

PALERMO. "Le cose che hanno fatto a Lucia le hanno fatte anche a me. Ho subito finti dossier e un continuo ricorso al metodo Boffo che però non hanno mai trovato riscontri giudiziari. E poiché anch'io ho avuto più volte in questi anni la tentazione di lasciar perdere tutto per difendere liberamente il mio nome e continuare dall'esterno la mia battaglia antimafia, non posso non comprendere le ragioni di Lucia. Ma non immagino una sanità senza di lei": Rosario Crocetta si prepara a uno dei giorni più difficili dall'inizio del suo mandato. A ora di pranzo il Pd riunisce i deputati per decidere se proseguire nel sostegno al governo e in serata o domani potrebbero arrivare le dimissioni ufficiali dell'assessore alla Sanità.

Il presente rivela che in queste ore "ho perfino evitato di telefonare a Lucia, perché è giusto che decida da sola, senza interferenze. E senza che la ragion di Stato prevalga sul suo cuore". Ma nel rivolgere il suo appello alla figlia del magistrato ucciso, anche Crocetta parla per la prima volta dell'ipotesi di sue dimissioni: "Quella stessa ragione pubblica fino a stamani mi ha impedito di lasciare e trascinare la Sicilia in una situazione che sarebbe uguale a quella della Grecia. Ho pensato intensamente alle dimissioni. Ma non me la sento di far licenziare migliaia di persone, perché questo accadrebbe in caso di elezioni anticipate. Ho fatto in questi anni di martirio personale una scelta di vita al servizio della Sicilia".

Il presidente ammette anche che "se le dimissioni di Lucia venissero confermate cambierebbe la strategia del governo". Si aprirà una fase di fibrillazioni che potrebbe portare a quel rimpasto con l'inserimento di politici che ha invocato ieri Totò Cardinale (Pdr): ipotesi sulla quale Crocetta frena. "I partiti mi hanno già segnalato i loro uomini migliori. Sto lavorando bene con loro e non ho intenzione di scaricarli. Anche con Baccei (l'assessore all'Economia imposto da Roma, ndr) non ci sono problemi. Gli ho solo chiesto di aggiorna la linea: dopo i tagli al settore pubblico è ora di azioni di crescita".

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