Sicilia, Vita
SALTAINBOCCA

Un gioco dell'oca per imparare a mangiar sano: coinvolti 100 mila studenti

Obiettivo del progetto far diventare i bambini insegnanti dei loro genitori, almeno a tavola, e migliorare attraverso di loro l'alimentazione di tutta la famiglia

ROMA. Ogni casella un consiglio o un'indicazione utile per imparare a mangiar bene fin da piccoli. È grazie ad una versione 'rivisitata' del classico 'Gioco dell'Oca' che oltre 100 mila alunni delle elementari scopriranno i segreti di un'alimentazione sana. Lo prevede il progetto promosso dalla Federazione Italiana Medici Pediatri (Fimp) 'SALTAinBOCCA' e presentato oggi alla Camera dei Deputati che, per la seconda edizione, vedrà coinvolti 8.000 insegnanti e 4000 classi. A dettare l'alleanza tra medici pediatri e scuola primaria i numeri che denunciano le cattive abitudini alimentari dei bambini italiani: il 9% salta la colazione, il 22% assume troppi zuccheri e non consuma quotidianamente frutta e verdura, il 19% non svolge alcuna attività fisica. Con il risultato, secondo dati Fimp, che il 10% ha problemi di obesità e il 30% è in sovrappeso.

«Abbiamo bisogno che nella scuola si tratti di questi argomenti, per preparare genitori e bambini a temi che poi vengono affrontati nel corso delle visite mediche. E quello che abbiamo visto è che i bambini ragionano più di quanto non riteniamo», spiega Pietro Chimenti, presidente Fimp. «L'obiettivo del progetto», aggiunge «è far diventare i bambini insegnanti dei loro genitori, almeno a tavola, e migliorare attraverso di loro l'alimentazione di tutta la famiglia». Il
progetto, ideato da CSE Italia, cui partecipano quest'anno 3000 pediatri, è partito nel 2013 in alcune regioni del Nord Italia, aggiungendo 62.500 alunni e 2500 classi, mentre quest'anno coprirà tutto il territorio nazionale. A renderlo possibile, la collaborazione di diverse aziende alimentari. «È fondamentale creare sinergia tra famiglia, scuola, mondo della sanità e attività sportive - commenta a margine Paola Binetti (gruppo Per l'Italia) - e riteniamo che partner significativi di progetti di come questo possano e debbano essere tutte quelle aziende che hanno la generosità sufficiente di investire sulle generazioni del futuro».

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