Maria Grazia Cucinotta: «Il Postino è la mia favola»

ROMA. «Il Postino è la mia favola. Sono passati 20 anni ma non c'è giorno in cui io in qualunque parte del mondo mi trovi non lo ricordi. È un film magico che è nel cuore di tutti, non solo in Italia e non finirò mai di pensare a Massimo Troisi». Maria Grazia Cucinotta che a quel film sa di dovere tutto, ricorda quei giorni. Al Festival di Roma, il restauro digitale del film diretto da Michael Redford, vincitore del premio Oscar per la miglior colonna sonora (Luis Bacalov) e di molti altri premi internazionali (tra cui una nomination postuma), è l'evento speciale di chiusura, per ricordare i 20 anni dalla morte di Troisi. Il restauro è della Film & Video; Warner Bros distribuirà l'home video. «È un'emozione speciale perchè porto mia figlia Giulia a vederlo. Sa quanto è importante per me. Avevo 24 anni su quel set - racconta - ero la cocca di tutti. Capivano Massimo, Philippe Noiret e gli altri quanto ero giovane e senza esperienza, avevo fatto un piccolissimo ruolo in Vacanze di Natale '90, ma lì sul set a Procida ero così vera, acerba, avevo ben poco da recitare, piuttosto ero me stessa. E quando penso a quei momenti penso anche a mio padre, postino come il personaggio del film e mi vedo da nonna a raccontare ai miei nipoti C'era una volta, questa è la mia favola».

Tanti sono gli aneddoti che ricorda Maria Grazia, «tra il sogno e l'incubo dei primi giorni a cominciare dal reading della sceneggiatura prima delle riprese. Posso dire che l'aneddoto per me il film stesso». E poi le curiosità, come quel giorno che «Roberto Benigni venne a trovare Massimo Troisi e parlarono tantissimo tempo. E poi quella che io chiamo la cassetta, la voce di lui registrata che è una scena del film e che doveva essere la voce off del Postino. La registrò l'ultima sera, il giorno dopo doveva partire per fare il trapianto, ma invece morì e Michael Radford girò quella scena del ritrovamento della cassetta senza di lui. È un'immagine che mi viene sempre in mente, un pò un testamento».

Il Postino, trasposizione cinematografica del Postino di Neruda di Antonio Skàrmeta, racconta la storia del postino siciliano Mario Ruoppolo e della sua inaspettata, profonda e commovente amicizia con il poeta Pablo Neruda, in fuga dal Cile ed esiliato a Salina, piccola isola delle Eolie. Grazie a lui Mario, interpretato da Troisi in modo commovente, imparerà l'arte della poesia con l'obiettivo di conquistare la bella Beatrice (Maria Grazia Cucinotta). «Lui voleva interpretare un uomo che scopre se stesso attraverso la poesia. Si sentì male la prima settimana di riprese, aveva bisogno del trapianto. Gli dissi di lasciar perdere il film, anche se desideravo il contrario. Fu davvero molto coraggioso», dice Michael Radford.

«Tanti film sono stati amati ma pochi davvero tanto come questo - aggiunge Cucinotta - e in tutto il mondo. Il Postino con la grazia di Massimo ha sempre toccato i cuori del pubblico, è una favola d'amore, semplice, toccante». L'attrice in tutti questi anni è stata simbolo di quel film, «al posto suo - dice - io mi sono presa dei meriti che sono al 100% di Troisi. Non volevo che le persone di potessero dimenticare di lui e spero di aver dato il mio contributo in questo senso. Oggi Massimo vive nel ricordo di lui che tutti conserviamo, spero anche grazie al mio impegno che è solo un piccolo modo per ricambiare l'opportunità che mi fu data. Sono qui grazie a lui e a quel film». Qualche giorno fa il nipote di Troisi, Stefano Veneruso ha annunciato la realizzazione di un film, Da domani mi alzo tardi, ispirato alla vita dello zio, scritto da Anna
Pavignano.

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