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REGIONE

Formazione, stop ai licenziamenti

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PALERMO. "Ieri abbiamo avuto un incontro con le associazioni degli enti religiosi. Abbiamo repertoriato i decreti di prima e terza annualità che partiranno in sette giorni. Gli enti religiosi hanno apprezzato poi il ddl. E nel pomeriggio abbiamo incontrato enti e sindacati. Abbiamo raggiunto un accordo vhe preved la convocazione di un tavolo tecnico per chiarire la direttiva e gli enti si sono impegnati a interrompere tutte le procedure di licenziamento": lo ha detto l'assessore alla Formazione, Nelli Scilabra. "Abbiamo giá emesso mandati per il pregresso per 14 milioni e l'obiettivo é arrivar presto a 130 milioni". E il presidente Rosario Crocetta ha aggiunto: "Siamo verso la fine dell'emergenza stipendi".

"Nel nuovo bando ci sono tutele per i lavoratori. Stiamo pagando gli stipendi, c'è una legge sulla formazione che arriva dopo 28 anni dall'ultima norma. Dal 1976 nessun assessore ha mai presentato una riforma, l'unica cosa che è stata presentata é l'allargamento degli enti": lo ha detto il presidente della Regione, Rosario Crocetta, incontrando i giornalisti a Palazzo d'Orleans. "C'è poi l'agenzia - ha aggiunto - dalla quale l'ente avrá l'obbligo di attingere se avrà bisogno di personale".

Sul Piano giovani l'assessore e il presidente hanno aggiunto: "Presto i primi selezionati inizieranno i primi tirocini. Abbiamo avuto l'ok e dopo i primi 1.600 tirocini potranno essere aggiunti altri tre milioni. Per cui il prossimo bando prevederà non 400 ma 1.400 posti, mille in piú, piú quelli che si libereranno dopo le verifiche degli uffici sui requisiti dei candidati".

 

 

 I SINDACATI

UIL. “Alla luce delle dichiarazioni dell’assessore Scilabra e del presidente Crocetta, in conferenza stampa, che confermano la totale incertezza sul futuro del settore della Formazione professionale e dei suoi lavoratori, la Uil Sicilia non ha più dubbi e proclama lo sciopero regionale della categoria per il 22 Ottobre”. Lo dice il segretario regionale Giuseppe Raimondi, che precisa: “Già a partire dal 20 ottobre diverse delegazioni di lavoratori chiederanno ai sindaci un intervento presso le prefetture per la convocazione di un tavolo di crisi nazionale al fine di fronteggiare le emergenze siciliane, prima fra tutte quelle del sostegno a reddito dei lavoratori in cassa integrazione e mobilità in deroga”.

 

Cisl. "Avviare la terza annualità senza certezze sui finanziamenti e sull'erogazione delle somme, significherebbe solo continuare ad affamare i lavoratori, gli unici a trarre beneficio sarebbero i pochi enti di formazione ancora in vita". Lo dice la Cisl Scuola che ieri ha lasciato per protesta il tavolo della trattativa sulla vertenza della Formazione professionale, durante l'incontro con l'assessore Scilabra. "Purtroppo - spiega Giovanni Migliore responsabile Formazione Cisl Scuola -, come avevamo previsto, l'assessore non è entrata nel merito delle reali emergenze e i drammi degli operatori del settore della formazione professionale, limitandosi a discutere del solo avvio della terza annualità, senza tenere conto del personale che è alla fame e della sua ricollocazione". "Si continua a fare l'interesse degli enti - prosegue - e, pertanto, dei datori di lavoro, trascurando il dramma delle migliaia di famiglie dei lavoratori del settore". La Cisl al tavolo aveva ribadito le richieste "il pagamento di tutte le spettanze arretrate ai lavoratori, ammortizzatori sociali per sostenere le migliaia di lavoratori licenziati e sospesi dagli enti definanziati, la ristrutturazione con urgenza dei servizi per il lavoro per supportare i centri per l'impiego, con l'immediata ricollocazione dei 1.753 operatori degli ex sportelli multifunzionali, l'avvio immediato dei corsi dell'obbligo di istruzione, che impegna 1.500 addetti".

SANITA'

Presente alla conferenza stampa anche l'assessore alla Salute Lucia Borsellino: "In questo momento il paziente non ha neanche la febbre. Stiamo approfondendo gli esami per escludere altre malattie. Non é stato un caso di ebola". "Serve una campagna sanitaria per evitare il panico tra i cittadini. In questo momento basta uno starnuto per creare allarmismi. Io stesso non mi sono mai vaccinato contro l'influenza ma lo farò per dare l'esempio dopo aver parlato col mio medico": lo ha detto il presidente della Regione, Rosario Crocetta, incontrando i giornalisti a Palazzo d'Orleans. "Dobbiamo evitare il panico e l'eccessivo intasamento dei pronto soccorso".

"Si è creato il caos e il panico che abbiamo dovuto affrontare più delle cure del paziente": lo ha spiegato il direttore sanitario del Buccheri La Ferla, Giampiero Seroni. "Questo signore svizzero - ricordato - si presenta per febbre a 38 da domenica. Viene messo in isolamento come da prassi. Abbiamo verificato che il Togo, dove era stato il paziente, non é zona colpita dall'epidemia. Alle 19 la temperatura scende e il paziente stesso si presenta in buone condizioni. Il sospetto Ebola in serata è scongiurato. Alle 21.50 il paziente viene ricoverato in medicina per continuare accertamenti e cure. Oggi in mattinata abbiamo contattato lo spallanzani di Roma per rassicurarci sulla diagnosi. Alle 11,30 è in buone condizioni. Sono in corso accertamenti ma l'Ebola é escluso".

"Studieremo un piano di informazione rivolto non solo all'Ebola ma alla necessità di prevenire le malattie infettive. Vogliamo informare sui meccanismi che evitano di contrarre malattie e malanni di stagione. Quest'anno il ministero della Salute raccomanda le vaccinazioni proprio per evitare il panico": lo ha aggiunto il presidente Crocetta. "Gli immigrati sono controllatissimi. - ha aggiunto - paradossalmente con loro si corrono meno rischi".

Sul buco di bilancio e le critiche del segretario del Pd, Fausto Raciti: "Ci dica lui le soluzioni. Dovremmo contattare chi ha governato la Sicilia negli ultimi 46 anni per farci ridare il bottino? Difficile saldare in un anno i debiti fatti in decenni da altri. Sui tagli di Roma troveremo una soluzione, non sono preoccupato. Noi abbiamo giá fatto tagli per oltre un miliardo. Se poi il ministero non ci consente sulla Sanità di intraprendere una nostra politica é difficile. Dovremmo aver la possibilitá di utilizzare i risparmi nella sanitá come vogliamo senza dover contrattare".

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