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Maurizio Bernava
L'INTERVISTA

Regione, Bernava: «Anche noi contro l’interpello è solo un imbroglio»

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Per il segretario regionale della Cisl «è un modo per il mantenimento di un rapporto clientelare tra politici, dirigenti e dipendenti»

«In Sicilia servono scelte coraggiose, un vero e proprio piano di economia di guerra. Nel settore pubblico è necessario un piano di rientro economico-finanziario. In quello privato, per attrarre nuovi investitori, siamo pronti a offrire deroghe su riduzioni salariali e flessibilità di turni e orari». Maurizio Bernava, segretario regionale della Cisl, non esclude anche un passaggio di testimone: «Potrei andare a Roma, nella squadra del neo segretario generale Annamaria Furlan».

L’ultimo caso alla Regione rigurada l’interpello del personale. Cosa ne pensa?

«Tra i nostri punti programmatici c’è l'utilizzo dell'istituto contrattuale della mobilità interna e nella cancellazione dell'interpello, strumento bizantino, che rappresenta solo un imbroglio: un modo per il mantenimento di un rapporto clientelare tra politici, dirigenti e dipendenti. Il personale deve andare dove serve e non deve potersi rifiutare. L'interpello è diventato la strategia per giustificare il ricorso alle consulenze esterne».

La Sicilia affonda, ma la politica si lacera sul rimpasto. Nel frattempo le aziende chiudono, i salari ristagnano e la povertà aumenta.

«Crocetta ha fallito per le stesse ragioni per cui fallì Lombardo, per non aver messo al centro della sua azione strumenti adeguati per uscire dalla crisi. Con il risultato che la Sicilia affonda, come riprovano tutti gli indicatori. Il numero di imprese attive dal 2008 a ora si è ridotto di quasi 21 mila unità, con il conseguente calo delle entrate erariali per le casse regionali. Il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 21% nel 2013, a fronte di una media nazionale del 12,2. Quello giovanile è del 53,8%, a fronte del 40%. Le esportazioni, nel 2013, rispetto all'anno precedente, sono diminuite del 14,8%, mentre le importazioni hanno subito nello stesso periodo un calo del 4,7%, a conferma della riduzione dei consumi delle famiglie. Nel settore dell'edilizia, dal 2008 ad oggi, c'è stato un crollo di oltre il 50 per cento».

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