Lunedì, 19 Novembre 2018

Indagine sulla piscina, Crocetta: "La Sgarlata lasci la giunta"

Sicilia, Politica

PALERMO. "Una piscina realizzata nella sua villa siracusana, a pochi metri dalla costa, e autorizzata in tempi record dalla sovrintendenza rischia di costare il posto all’assessore regionale al Territorio Maria Rita Sgarlata. Già scaricata da Crocetta, imbarazzato per il curioso caso di un assessore che ha fra le sue deleghe il controllo delle coste e la lotta all’abusivismo e che è finita accusata proprio di aver realizzato un’opera abusiva.

LA VICENDA. Un esposto anonimo firmato «Movimento 7 Stelle» ha avvisato l’assessorato regionale ai Beni culturali, curiosamente diretto dalla Sgarlata fino ad aprile. A quel punto la collega di giunta Giusy Furnari ha disposto una ispezione alla sovrintendenza di Siracusa scoprendo che l’iter autorizzativo della piscina della Sgarlata si era concluso con successo in appena 22 giorni mentre in molti altri casi c’erano stati tempi lunghi e dinieghi.
Il caso è subito costato il posto alla sovrintendente Bice Basile, perchè gli ispettori dei Beni culturali hanno segnalato che l’autorizzazione sarebbe stata data disattendendo le norme vigenti.

LA DIFESA DELL'ASSESSORE. La Sgarlata si è sempre difesa sostenendo che la sua piscina non avrebbe neppure avuto bisogno di autorizzazione, visto che si tratta di un’opera prefabbricata e fuoriterra. Per l’assessore, entrata in giunta in quota Megafono ma poi transitata all’ala renziana del Pd, dietro lo scandalo ci sarebbe la volontà di farla dimettere per sbloccare alcuni appalti da lei non voluti: «Le notizie calunniose sulla costruzione di una piscina abusiva sono il frutto di un attacco di natura politica che segna il momento finale di uno scontro che a Siracusa ha visto protagonisti associazioni e cittadini da una parte e alcuni imprenditori tesi a garantirsi porzioni di quel territorio per nuove edificazioni dall'altra. Nessun abuso è stato commesso: siamo dinanzi ad un castello maldestramente costruito su una piscina fuori terra prefabbricata per la quale è stato richiesto regolare permesso, sebbene manufatti di questo tipo vengano proposti in vendita proprio perchè esenti da richiesta di autorizzazione e realizzabili con una semplice comunicazione».

CROCETTA: SI DIMETTA. Ma nemmeno Crocetta sembra credere al suo assessore: «Non entro nel merito di una vicenda molto tecnica ma sicuramente l'assessore ha peccato di leggerezza politica». Il presidente spiega di avere ricevuto la relazione degli ispettori due settimane fa e di avere convocato la stessa sera l'assessore che all'epoca in cui si riferiscono i fatti aveva la delega ai Beni culturali: «Mi ha detto che secondo lei non ha commesso irregolarità - afferma Crocetta - Ma io non potevo agire altrimenti, per rispetto del popolo siciliano ho inviato gli atti alla Procura di Palermo. In 40 anni di attività politica non ho mai costruito piscine ne ho mai abitato in ville stile liberty». Per il presidente della Regione l’assessore dovrebbe dimettersi: «Un amministratore deve mantenere sobrietà anche perchè altrimenti sottopone ad attacchi e polemiche l'intero governo. L'assessore Sgarlata sa come la penso. Dal punto di vista politico l'assessore ha sbagliato e non penso come dice lei che sia vittima del "metodo Boffo”. Non le avevo detto che avrei mandato gli atti alla Procura di Palermo, ma lo faccio sempre in questi casi e un assessore non è diverso dagli altri».
Sull’autorizzazione disposta dalla sovrintendenza in tempi record anche la Procura di Siracusa ha disposto una inchiesta.


CRACOLICI: E' DIVENTATA UNA FARSA. Il caso Sgarlata riaccende lo scontro fra il Pd (o almeno l’ala cuperliana) e Crocetta. Antonello Cracolici, leader dei cuperliani, lette le prime notizie ha affidato la sua critica a Twitter: «La commedia del governo Crocetta è ormai alla fine. Si è trasformata in una farsa. A questo punto è meglio chiuderla qui».
Cracolici esclude che un’eventuale uscita della Sgarlata possa portare a un ingresso in giunta dei cuperliani. Segnale che le distanze da Crocetta sono ormai incolmabili: «Crocetta denuncia un suo assessore ma non la rimuove? Forse non la il coraggio delle sue azioni - ha aggiunto Cracolici -. Dare il posto a noi? Questo è un governo da mandare a casa per intero. E ricordo che questo assessore è espressione di Davide Faraone. C’è un’ammucchiata che governa la Sicilia: Lumia, Leanza, D’Alia e Faraone stanno facendo un danno enorme».


SGARLATA: "NON MI DIMETTO". "Rimettendomi serenamente al giudizio degli organi inquirenti, qualora contrariamente ad ogni logica e presupposto che a me oggi sfugge, dovessero risultare responsabilità dirette e personali non tarderò un minuto in più a rassegnare le mie dimissioni nelle mani del presidente, e ciò per difendere il mio onore e per rispetto dei siciliani". Lo ha detto l'assessore siciliano all'Ambiente, Mariarita Sgarlata.
«Rimettendomi serenamente al giudizio degli organi inquirenti, qualora contrariamente ad ogni logica e presupposto che a me oggi sfugge, dovessero risultare responsabilità dirette e personali non tarderò un minuto in più a rassegnare le mie dimissioni nelle mani del presidente, e ciò per difendere il mio onore e per rispetto dei siciliani». Lo dice l'assessore siciliano all'Ambiente, Mariarita Sgarlata, coinvolta in presunte irregolarità nella costruzione di una piscina nella sua villa al mare a Siracusa, su cui indaga la Procura e che ha portato il governatore Rosario Crocetta a trasmettere la relazione degli ispettori dei Beni culturali anche ai magistrati di Palermo.

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