Lunedì, 19 Novembre 2018

«Cena con... delitto», nuovo format A tavola fra teatro e ristorazione

In scena diversi attori su un palco ma anche fianco a fianco dei commensali. Un misto tra arte e cucina, che mette in gioco l’abilità investigativa degli ospiti tra gustose portate

PALERMO. Dieci piccoli indiani è il titolo di un famoso romanzo di Agatha Christie e rappresenta l’incipit che ha dato inizio ad una nuova formula ristorativa: cena con delitto. Un format che vede in scena diversi attori su un palco, ma anche fianco a fianco dei commensali, un misto tra arte teatrale ed arte culinaria, che mette in gioco l’abilità investigativa degli ospiti tra gustose portate.
Il libro originale, che ha venduto oltre cento milioni di copie, narra di una serie di invitati alla villa di un fantomatico signor Owens, coinvolti loro malgrado in una intricata vicenda delittuosa. Nel 1976 la trasposizione cinematografica ne suggella il successo nel film «Invito a cena con delitto», con Truman Capote nei panni del padrone di casa ed altri brillanti attori come Peter Falk e Peter Sellers.
Oggi il format ha travalicato i confini del grande schermo per proiettarsi direttamente in sala. Diverse interpretazioni in tutta Italia hanno reso ancor più interessante la risoluzione di un giallo tra un boccone e l’altro; una maniera decisamente insolita per gustare una cena in compagnia. A Palermo l’iniziativa è arrivata grazie a Gaia Guarino, conduttrice del gioco, nonché pr del gruppo teatrale Accademia del giallo, composto inoltre dal regista Alfredo Amoroso, Alice Di Liberti, Enza Greco, Valentina Vitale, Domenico Berlingeri e Giacomo Camarda. Qualche mese fa Gaia ha incontrato Alessio Ciriminna, titolare del Dorian Art, un ristorante sui generis, dove la commistione tra arti classiche sposa perfettamente anche quella culinaria.
Lo spettacolo vede in scena i protagonisti sul palco e tra i tavoli. La storia è ambientata in un castello agli inizi del secolo scorso, tra esuberanti personaggi e brillanti battute. Nel copione del prossimo «delitto» la vittima sarà una ricca signora in crociera e bisogna scovare il colpevole basandosi su indizi più o meno velati come un referto medico, una pagina didiario, una lettera del notaio. Solo le indagini del commissario porterannoall’epilogo finale tra battute e colpi di scena che ruotano intorno al furto di un prezioso gioiello.
«Il bello è che i commensali sono direttamente coinvolti nella ricerca del criminale – racconta Gaia Guarino -. Si gioca a squadre, ogni tavolo è un team che deve definire il nome del proprio gruppo e un portavoce. Il ritmo della serata viene scandito dalle portate, ovvero dai momenti durante i quali ci si può confrontare coi propri compagni e analizzare gli indizi, e dallo spettacolo durante il quale ci si dovrà concentrare sullo svolgimentodella storia. Un format che abbina cena e spettacolo teatrale per una serata di intrattenimento interattiva, in cui gli spettatori diventano parte attiva del gioco». Al pubblico viene richiesta un po’ di attenzione, infatti molti indizi si celano proprio nelle parole degli attori. I minuti in cui viene servita la cena sono quelli dedicati alla discussione di quanto sta emergendo dalle indagini. Vince la squadra che consegna per prima la soluzione corretta completa di nome dell’assassino e movente.
Ad oggi la Cena con delitto ha avuto due repliche a marzo ed un nuovo copione è già in lavorazione. «Metteremo in scena una nuova storia – dice ancora Gaia – stiamo preparando gli indizi da sottoporre al vaglio degli investigatori tra un boccone e l’altro, per una cena dal finale avvincente».
Il tutto condito dalla sapiente cucina del Dorian Art di piazza don Bosco, locale selezionato da Gaia Guarino sia per la connotazione artistica, sia per l’ottima cucina, che prevede anche una variante vegana di alta qualità. Alessio Ciriminna, titolare del ristorante non nasconde il suo entusiasmo per l’iniziativa che coinvolge detective in erba, amanti della buona forchetta. Il locale è particolamente attento alle esigenze di palati diversi, soprattutto vegani, come dimostra la sua sensibilità nelle festività pasquali, festeggiate ai tavoli con la presenza di una capretta viva, ritrovata abbandonata tra le campagne di Carini nei giorni scorsi.
Il menu proposto in occasione della cena delittuosa? Eccolo: il primo consiste in un doppio assaggio di pasta e riso. Tra le pietanze servite da evidenziare le caramelle di sfoglia con verdure, busiate con pesto, pomodorini e mandorle tostate, il cestino di pasta fillo con risotto al radicchio e taleggio e, come dessert, un tortino di cioccolato dal cuore fondente accompagnato da salsa al cioccolato. E leccarsi i baffi a fine cena non è un delitto.

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