Martedì, 20 Novembre 2018

Battuta la Sampdoria 2 a 1, gli etnei lottano ancora

CATANIA. Aggrappato ai numeri. Per  definizione aridi, ma in questo caso unica fonte di speranza per  il Catania. Il 2-1 su una Sampdoria ormai tranquilla mantiene  aperta la porta dell'aritmetica e permette agli etnei, quanto  meno, di onorare il finale di campionato. La corsa verso la  salvezza resta però disperata. La prima vittoria della gestione  Pellegrino spezza un digiuno di oltre due mesi e una  terrificante serie di sei sconfitte consecutive riducendo le  distanze dal quart'ultimo posto (-5, almeno sino a  Juventus-Bologna, in programma nel pomeriggio), ma lascia i  rossazzurri in coda e con tre posizioni da scalare nelle ultime  quattro giornate.    


Con la Sampdoria sono le motivazioni a fare la differenza. I  doriani non hanno alcunchè da chiedere alla classifica e  Mihajlovic, applaudito ex al contrario del fischiatissimo Maxi  Lopez, presenta una sorta di 'Sampdoria 2' con tre squalificati,  cinque infortunati e una panchina imbottita di ragazzi della  formazione Primavera. I blucerchiati, in formazione  improvvisata, non trovano gli automatismi necessari per dare  fluidità alla manovra e si vedono poco in avanti impegnando  Frison una sola volta con Bjarnason. Fa di più il Catania, che  prende subito l'iniziativa ma, come abitudine, fatica  maledettamente a fare centro. Clamorosi errori (Leto calcia a  lato a tu per con Fiorillo), tentativi dalla distanza e buoni  interventi del portiere doriano (in primis il gol salvato su  inzuccata a colpo sicuro di Bergessio) si succedono sino alla  prodezza di Leto, autore di una spettacolare rovesciata in area.    


Altrettanto bella è la progressione di Okaka che riequilibra  il risultato all'ora di gioco, una manciata di minuti dopo il  palo colpito da Sansone con una conclusione dal limite: il  centravanti doriano riceve palla a centrocampo, va via di forza  a Izco, evita il tentativo di recupero di Peruzzi e conclude la  sua progressione battendo Frison.     È il gelo al Massimino, che però torna presto a riscaldarsi  grazie alla difesa della Sampdoria. Il reparto arretrato  blucerchiato perde qualsiasi equilibrio aprendo voragini nelle  quali s'infilano subito Plasil, sciagurato nel calciare in bocca  a Fiorillo a porta spalancata, e Bergessio, preciso nello  sfruttare un lancio di Barrientos e la pessima applicazione del  fuorigioco da parte degli ospiti. Il resto è solo vetrina per  Fiorillo, bravo a chiudere la porta a Bergessio e per ben tre  volte al nuovo entrato Castro. 

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