Dal chirurgo dopo il divorzio: una moda anche tra le siciliane

Secondo una ricerca condotta nel Regno Unito il fenomeno è in aumento. L’obiettivo: far ingelosire il proprio ex o competere con le più giovani

PALERMO. Da una ricerca condotta dalla Transform Cosmetic Surgery Company, azienda del Regno Unito specializzata negli interventi di chirurgia, è emerso che, per vendicarsi di ex mogli o ex mariti, i neo divorziati ricorrono ad interventi chirurgici per migliorare il proprio aspetto. Secondo i dati forniti dalla compagnia, il 48% degli intervistati ha ammesso di aver fatto ricorso alla chirurgia plastica per far ingelosire l'ex, mentre il 21% delle donne ha dichiarato di aver pensato alla chirurgia plastica dopo che il marito le aveva lasciate per qualcuno di più giovane.
Con l'aumento dei divorzi, dunque, aumenta anche la percentuale di donne che si regalano un ritocco alla fine di un lungo rapporto coniugale. Sarà l'esigenza di ripartire, di riconfermare a se stesse e agli altri la propria avvenenza, ma con la fine di una relazione la donna cerca una nuova vita e, sempre più spesso, lo fa partendo dal proprio aspetto fisico. Questa tendenza viene confermata da Roberto La Monaca, chirurgo della Casa di Cura Candela a Palermo: «Il desiderio di riacquistare e migliorare l'aspetto fisico alterato dall’inesorabile passare del tempo, per sentirsi più sicure con se stesse e con gli altri e quindi ripristinare un certo equilibrio psicologico, spinge le donne a visitare il chirurgo estetico». Al di là delle motivazioni, un dato è certo: «Si tratta di donne tra i 35 e i 45 anni che arrivano nel mio studio dopo la fine di un rapporto sentimentale per sottoporsi a piccoli interventi estetici per cambiare il proprio corpo in armonia e riscoprire la loro femminilità. Il loro obiettivo - aggiunge Roberto La Monaca - è quindi quello di darsi una ritoccata al seno, cadente o rilassato per l'età o inseguito a gravidanze e allattamento, con una mastoplastica, oppure rimuovere delle adiposità localizzate accumulate nel tempo. Sono richiesti sia interventi chirurgici sia interventi meno invasivi di medicina estetica, in particolare la biostimolazione del viso (un trattamento di infiltrazione nel viso, di un particolare acido ialuronico che ha lo scopo di stimolare alcuni componenti cellulari come l’elastina e il collagene, responsabili della tonicità e dell'elasticità della pelle), il filler con acido ialuronico e il botulino».
Molte donne, infatti, sentono l'esigenza di risolvere alcuni problemi legati all'età che modificano i lineamenti del viso: «Il tessuto cutaneo - spiega La Monaca - con il trascorrere del tempo subisce una lenta diminuzione dell'elasticità e del sostegno, compiti che sono dovuti soprattutto ad una proteina che ne è il principale costituente: il collagene. Purtroppo, invecchiando, la struttura del collagene si disorganizza portando alla formazione di inestetismi cutanei come rughe e solchi profondi. Questi inestetismi si possono correggere con metodiche non chirurgiche. Tra queste possiamo citare delle tecniche iniettive con materiali riassorbibili e non riassorbibili. I cosiddetti filler». Con i filler si possono correggere le rughe frontali, labiali, aumentare di volume le labbra, gli zigomi, e correggere cicatrici. «In tutti i casi - afferma il chirurgo - la richiesta è sempre quella di migliorare, senza mai stravolgere l'immagine di sè».

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