Crocetta: espulsi 43 enti di formazione

La giunta ferma i finanziamenti e annuncia la rivoluzione: tagli ai fondi, meno lezioni e più apprendistato

PALERMO. Il gotha dei gestori dei corsi di fatto espulso dal sistema e travolto da sanzioni, lo stop ai finanziamenti al settore e una riforma che punterà più sull’apprendistato che sulle lezioni in classe: la formazione professionale, almeno quella creata in Sicilia con la legge del 1976, è ufficialmente chiusa. Seduti nella sala Alessi di Palazzo d’Orleans, Rosario Crocetta e l’assessore Nelli Scilabra hanno ufficializzato la chiusura di un settore che fino oggi ha mantenuto 196 enti in cui lavorano fra 8 mila e 10 mila persone al costo di oltre 300 milioni all’anno.

Da ieri i corsi tradizionali hanno una data di scadenza, 31 luglio 2013. Suonata l’ultima campanella, non ce ne sarà una nuova a settembre. Il cosiddetto Avviso 20, il bando che alla fine dell’anno scorso ha dirottato il finanziamento dei corsi tradizionali sui fondi europei con l’obiettivo di durare tre anni sarà fermato perchè per il governo non ha copertura finanziaria. «Via via che finiranno i corsi del 2012/2013 i lavoratori verranno riqualificati - ha spiegato la Scilabra - e nel frattempo la Regione scriverà nuovi bandi». Che avranno però meno risorse del passato e dovranno lasciare sempre più spazio all’apprendistato e alla formazione in azienda.Crocetta e la Scilabra hanno spiegato che «il problema sull’Avviso 20 non è che i soldi sono spariti. Non ci sono mai stati quelli della seconda e terza annualità, ed era anche scritto nel bando, all’articolo 4, che il finanziamento è legato al reperimento dei soldi. Che ci sono invece solo per quest’anno». Dunque, dopo i primi 286 milioni, si sarebbe dovuto andare a caccia di almeno il doppio per il 2014 e 2015. «La Regione - ha spiegato la Scilabra - ha invece 452 milioni accantonati nel cosiddetto Piano giovani, che gestisce il ministro Barca. E useremo quelli per finanziare il bando per il 2014 destinato anche all’apprendistato». Lo stop è un un avviso agli enti storici. «Nel mondo della formazione - ha attaccato Crocetta - sono stati fatti giochi pericolosi su cui bisogna fare chiarezza». Il presidente e l’assessore hanno reso pubblico ieri un elenco dei primi 43 enti che, al termine delle ispezioni attivate dalla dirigente Anna Rosa Corsello, sono risultati non in regola con versamenti di contributi e soprattutto col pagamento dei lavoratori. Fra questi enti figurano le sigle più grosse del settore: Ial, Ecap di Caltanissetta e Catania, Ancol, Efal, Enaip. In alcuni casi è risultato che questi enti hanno incassato somme destinate ai lavoratori, senza però pagare il personale: l’Esfo di Sant’Agata di Militello - si legge nei documenti dell’ispezione -ha un debito di 126 mila euro verso i suoi lavoratori atipici, il Coo Tur deve 25 mila euro ai suoi atipici. Lo Ial ha subito 70 diffide e deve 5 mensilità del 2012 e «risulta irregolare anche per il 2011». L’Ancol dovrebbe versare 102 mila euro ai lavoratori atipici, il Training Service 59 mila, l’Euris di Messina 162 mila euro. L’Efal di Messina deve le tredicesime del 2011 e varie mensilità del 2012. Questi enti - ha spiegato la Corsello - hanno già subito una sanzione pecuniaria e la diffida a pagare immediatamente gli stipendi, che per i lavoratori vale come titolo esecutivo da esibire in eventuali cause. Ma quello appena iniziato - ha aggiunto la Scilabra - è il procedimento di espulsione dal sistema della formazione. Altri 235 enti non in regola con i requisiti per gestire corsi erano stati espulsi dal sistema all’inizio di quest’anno formativo.Per Crocetta «è un pozzo di San Patrizio, la formazione. Un mondo dove due persone possono mettersi d’accordo in modo che l’uno acquisti l’ente dall’altra e l’altro gli ceda le somme ricevute per il personale a titolo di pagamento dei debiti pregressi».

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