«Giocare e condividere per creare la comunità»

PALERMO. I giochi scaricabili da app sul proprio smartphone o tablet danno la possibilità agli utenti di incrociare la socializzazione on line con quella della vita reale. Il gioco e i risultati ottenuti vengono messi in comune attraverso i social network come Facebook. «Questo meccanismo di condivisione genera una ”comunità” - spiega il semiologo dell’università di Palermo, Francesco Mangiapane –. Ogni giocatore invita o sfida i suoi amici e mette on line i propri risultati con lo scopo di costruire un posizionamento della sua identità nei confronti delle persone con cui interagisce. Questi giochi hanno un risvolto divertente, anche perchè hanno inventato un modo per dopare il risultato al fine di falsarne i risultati e consentire al giocatore di esibire nel giro dei propri contatti un punteggio molto più alto rispetto a quello che sarebbe capace di ottenere. Lo scopo è quello di glorificare la propria competenza, soprattutto con giochi come Ruzzle o il vecchio gioco che è andato di moda per anni sono su Facebook ‘Word Challange’».
La differenza tra i giochi che prima si condividevano solo sulla nota piattaforma di social network e quelli di nuova generazione come “Ruzzle” sta nel numero degli utenti che giocano che è aumentato vertiginosamente perché si può giocare anche con supporti mobili come tablet e smartphone.

S.I.

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