Gela, uccidono il titolare di un autolavaggio e nascondono il corpo: arrestati

Tutto era cominciato con una misteriosa sparatoria stamattina in via dell'Acropoli. Si tratta di un omicidio maturato per un regolamento di conti. La vittima è Francesco Martines, 38 anni, uno dei titolari di un autolavaggio. È stato ucciso da due suoi complici, pregiudicati, rei confessi, Angelo Meroni, di 46 anni, e un ragazzo di 16 anni

GELA. È stato svelato dalla polizia il giallo della sparatoria di stamani avvenuta in via dell'Acropoli, a poche centinaia di metri dal tribunale di Gela. Si tratta di un omicidio maturato per un regolamento di conti. La vittima è Francesco Martines, 38 anni, uno dei titolari di un autolavaggio. È stato ucciso da due suoi complici, pregiudicati, rei confessi, Angelo Meroni, di 46 anni, e un ragazzo di 16 anni, tutti e due pregiudicati che hanno poi nascosto il cadavere.  La vittima era stata caricata dai due su una Fiat Punto, di colore blu, all'interno della quale, mentre viaggiavano, gli gridavano di chiarire circostanze e ruolo avuto in un furto di automezzi, del valore di 30 mila euro, del quale gli altri erano stati tenuti all'oscuro. Al culmine della discussione, Martines avrebbe tentato la fuga aprendo lo sportello in una curva a gomito. Uno dei due suoi ex amici ha estratto una pistola calibro 9 e ha sparato due colpi, ma solo uno lo ha raggiunto (l'altro è rimasto inesploso) ferendolo a morte. I suoi assassini si sono fermati, lo hanno caricato in macchina e si sono dileguati portandoselo via. Qualcuno però ha visto tutto e l'ha comunicato al 113, fornendo anche il numero di targa. Per gli agenti è stato facile risalire al proprietario e al suo complice, entrambi fermati nel tardo pomeriggio. Meroni e il ragazzo dopo un interrogatorio hanno confessato di avere ucciso Martines e di averne abbandonato il cadavere in una stradina di campagna in contrada Piana del Signore, dove effettivamente è stato trovato il corpo e recuperato. Sarà sottoposto ad autopsia. Le indagini, condotte dal vice questore, Gaetano Cravana, sono coordinate dal procuratore della Repubblica del tribunale di Gela, Lucia Lotti.

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