Palermo, anche le cliniche private in crisi

Dall’inizio dell’anno sono già tre le strutture che hanno fatto ricorso a tagli al personale. Alla Triolo Zancla le procedure di cassa integrazione e licenziamento riguardano 12 persone, alla Stagno si arriva fino a 32, a Villa Serena licenziamento per 25 dipendenti

PALERMO. L’ultima in ordine di tempo è stata la clinica Villa Serena, che ha attivato le procedure di licenziamento di 25 dipendenti. Ma dall’inizio dell’anno, a Palermo, sono già tre le strutture che hanno fatto ricorso a tagli al personale: alla Triolo Zancla le procedure di cassa integrazione e licenziamento riguardano 12 persone, alla Stagno si arriva fino a 32.
E così la crisi colpisce anche uno dei settori tradizionalmente ritenuti più ricchi dell’economia siciliana, la sanità privata. Le tre case di cura lamentano tagli ai budget e ritardi nell’erogazione dei contributi anche se la Regione respinge questa versione e con il direttore dell’assessorato alla Sanità, Maurizio Guizzardi, si spinge a derubricare l’emergenza a «problemi aziendali».
Tuttavia l’assessorato sta provando a fare da mediatore fra i proprietari delle cliniche e i sindacati per limitare i rischi occupazionali. Un incontro per la clinica Stagno è fissato per martedì prossimo e a giorni ne verrà convocato uno anche per Villa Serena.
Proprio Villa Serena è il caso che ha fatto emergere il trend negativo. Cgil, Cisl e Uil sono stati convocati giovedì sera e lì è arrivato l’annuncio dei 25 licenziamenti. La Uil, Gianni Borrelli, non ci sta: «Abbiamo subito chiesto di sospendere le procedure di licenziamento in attesa dell’attivazione di un tavolo di crisi in assessorato regionale alla Sanità. L’azienda ci ha risposto che andrà avanti e per questo motivo abbiamo già comunicato al prefetto l’intenzione di arrivare anche allo sciopero. Il vero problema è che la clinica per tutelare i benefit dei dirigenti sacrifica i diritti dei dipendenti. Ad oggi non è stato pagato lo stipendio di gennaio e neppure gli arretrati contrattuali. E malgrado ciò in bilancio restano consulenze stratosferiche».
Guizzardi precisa che «negli ultimi tre anni i budget non sono stati intaccati, dunque se qualche struttura va in crisi è per motivi non legati alla Regione. Noi possiamo fare poco, se non agevolare la ricomposizione della frattura con i sindacati». Secondo la Regione, soprattutto a Palermo non ci sarebbero neppure ritardi nell’erogazione delle varie tranche del finanziamento ordinario. Ritardi che invece lo stesso Guizzardi conferma per Catania e Messina. E che sono alla base di un possibile allargamento dell’emergenza anche a queste due province.
A Catania le cliniche non hanno fatto licenziamenti. Ma hanno tagliato alcuni servizi affidati all’esterno a società del gruppo, che a loro volta hanno ridotto il personale. È successo per il servizio di pulizia del gruppo Samed, che fa capo al presidente dell’Aiop etnea Ettore Denti: «Nella nostra provincia il problema non è il taglio dei fondi ma il ritardo nell’erogazione dei finanziamenti ordinari, che ormai ha superato i sei mesi». È un problema che sta mettendo in difficoltà anche le case di cura messinesi: «L’ultima tranche dei finanziamenti ordinari - precisa Gustavo Barresi, presidente dell’Aiop messinese - è arrivata a settembre. E per di più l’assessorato ha sospeso il rimborso delle spese per le cure offerte da noi a pazienti che arrivano da altre regioni. E dire che le cure a chi arriva dalla Calabria per le cliniche messinesi rappresentano il 20% del fatturato».

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