Amia, assemblea di due ore: raccolta rifiuti a rischio

Fino al 24 gennaio si profilano difficoltà a Palermo. Lo stato di agitazione è stato proclamato dai sindacati, dopo l'annuncio dei commissari straordinari di avviare la mobilità per il personale, se il Comune non adeguerà il contratto di servizio della società

PALERMO. I lavoratori di Amia e Amia Essemme, le società partecipate dal comune di Palermo, che si occupano di raccolta dei rifiuti e manutenzione stradale, hanno avviato il ciclo di assemblee di due ore per ciascun turno di lavoro e c'é il rischio che per tutta la settimana la raccolta andrà a rilento. Lo stato di agitazione del personale è stato indetto dai sindacati per protestare contro l'ipotesi avanzata dai commissari straordinari di avviare la mobilità per alcuni dei circa 2.500 lavoratori delle due società, se il comune non procederà all'adeguamento del contratto di servizio.
I sindacati chiedono il rispetto degli impegni assunti dalla Regione e dall' amministrazione cittadina nei mesi scorsi, che riguardano "l' adeguamento del contratto di servizio con il trasferimento, entro gennaio, di circa 8 milioni di euro, il passaggio dei 174 lavoratori da Amia Essemme ad Amap, la monetizzazione dei crediti vantati da Amia sugli Ato rifiuti della provincia di Palermo e dell'Ato Messina, pari a circa 38 mln di euro, la riapertura della discarica Bellolampo ai comuni della provincia, un tavolo tecnico permanente sulla vertenza Amia, con il ministero dello Sviluppo economico", e non escludono di ricorrere allo sciopero generale, come forma estrema di protesta. Intanto domani è previsto un incontro in Prefettura sulla vertenza. "E' chiaro - dice Dioniso Giordano della Fit Cisl Ambiente - che ci sarà un rallentamento della raccolta dei rifiuti. Per ciascun turno i dipendenti lavoreranno per quattro ore, e non per sei, ma a rischio ci sono i nostri posti di lavoro".

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