Lombardo: in Sicilia Mpa al 13% No alle primarie per le regionali

Il governatore ha incontrato i giornalisti a Catania in apertura dell'assemblea regionale del partito. "Insieme al Terzo polo, in Sicilia, ci voterebbe il 28% degli elettori"

CATANIA. "Sicuramente non con le primarie. Si vedrà quale coalizione si realizza. Sono certo che il Movimento e l'area autonomista con i suoi alleati non potrà rinunziare ad esprimere un suo candidato".  Così il leader del Mpa e presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo, parlando con i giornalisti a Catania, a margine dell'assemblea del Mpa, ha risposto a una domanda su come l'Mpa sceglierà il candidato alla Presidenza della Regione alle prossime elezioni regionali.

CONGRESSO FEDERALE ENTRO L'ANNO.
"Siamo oltre i due anni ma io credo che prima dei tre anni, entro la fine dell'anno, dobbiamo, con le eventuali modifiche e evoluzioni che approveremo, arrivare ad un terzo congresso federale anche perché è cambiato lo scenario politico nazionale. Dinnanzi a questo nuovo scenario non c'é dubbio che dobbiamo definire un nuovo profilo del movimento e questo non si potrà che fare in sede congressuale", ha affermato Lombardo in apertura all'assemblea regionale del movimento, in programma oggi e domani a Catania.
DA MOVIMENTO A PARTITO. "Questo movimento - ha aggiunto il leader Mpa - dovrà organizzarsi come un partito. Abbiamo raccolto come potenziale disponibilità a partecipare a questo nuovo progetto 20 mila adesioni, che contiamo di far arrivare a 50 mila e tra questi 50 mila persone certamente noi dobbiamo poter contare su almeno 5-6-7.000 militanti, persone disposte a scendere in piazza, a manifestare per la Sicilia ma anche per ciascun comune".
"DOBBIAMO CRESCERE IN VISTA DELLE REGIONALI". "Partiamo da un dato certo - prosegue Lombardo -. Un sondaggio, certamente attendibile, che per quanto riguarda le possibili elezioni politiche, fa segnare un 13 per cento in Sicilia a favore del Movimento per l'Autonomia. Non dimentichiamo che abbiamo preso il 4 per cento nel 2006, il 7,7 per cento nel 2008 e ora il 13 per cento. Che questo dato sia ovviamente da far crescere per quanto riguarda le elezioni regionali è fuori discussione".
"Un secondo dato - continua Lombardo - è che il Mpa insieme al Terzo polo è dato al 28 per cento. Io credo che sia questa una strada che ci viene indicata dagli elettori. Al di là del sondaggio, io credo che si tratti di una aggregazione che poi corrisponde, bene o male ai numeri dell'Assemblea regionale". "Se noi mettiamo insieme i deputati del Mpa e di questo nuovo polo, compresi il gruppo degli Alleati per la Sicilia - ha concluso - arriviamo a circa 30 deputati, un terzo dell'Assemblea regionale siciliana: è questo il nucleo forte, autonomista e di questo nuovo polo, che noi intendiamo consolidare. Mi auguro che su questo vengano indicazioni precise da questo convegno".
"PDL IN DECLINO". "Che ciò che capita ad un grande partito, che poi è il partito del presidente del Consiglio, abbia una influenza sulle cose anche siciliane mi pare fuor di dubbio. E lì obiettivamente, e credo che non sia un giudizio critico ma è una fotografia della realtà, ormai assistiamo ad un declino che mi pare proprio difficilmente frenabile". Lo ha affermato il leader del Mpa e presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo a Catania. "Non è che io - ha proseguito Lombardo - Berlusconi l'abbia chiamato stamattina. L'ho visto più volte in questi giorni in televisione e devo dire che mi ha colpito il suo parlare stretto con Di Pietro come due vecchi amici, una novità della quale prendiamo atto con piacere perché comunque serve a riportare la politica a rapporti civili e di dialogo piuttosto che sempre di insulti, di contrapposizioni e di veleni.
INCHIESTA IBLIS? NO COMMENT. "Non commento assolutamente cose che mi riguardano se di competenza della magistratura. Figuriamoci se entro nel merito di punti di vista diversi su vicende delicate che riguardano una istituzione rispetto alla quale il cosiddetto rispetto dell'autonomia e dell'indipendenza deve tradursi per ciascun cittadino nel non commentare, nel non mettere lingua, nel non permettersi di interferire". Lombardo ha risposto a un giornalista che gli ha chiesto un commento sulla presunta spaccatura, nella procura catanese, sull'inchiesta Iblis in cui è indagato insieme al fratello Angelo per concorso esterno in associazione mafiosa.   "Perché se lo si fa - ha aggiunto Lombardo - chiaramente non si collabora e non si contribuisce affinché, invece, non solo quell'idea ma quella realtà di indipendenza e di autonomia che é garanzia di libertà nel nostro Paese si consolidi anche nella considerazione della gente".

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