Credito d’imposta in Sicilia: l'altolà di Tremonti

A riferire le perplessità del ministro dell'Economia è stato Raffaele Fitto in un incontro con Lombardo che ha poi commentato: "Per noi è un impegno imprescindibile per creare impresa e lavoro"

PALERMO. Qualche dubbio sul credito di imposta in Sicilia c’è. Soprattutto da parte del ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, che a Roma ha incontrato Raffaele Lombardo e non ha esitato a dirsi perplesso sulla volontà espressa dal governo isolano di attivarlo.
Il presidente siciliano, arrivato nella capitale per trovare una soluzione all’ipotesti di avviare il credito d’imposta nell’Isola e per chiedere una rimodulazione dei fondi Fas, si è visto arrivare un Alt dal governo nazionale proprio sulla questione degli sconti sulle tasse alle aziende..  
Il ministro Fitto ha, infatti, riferito delle perplessità avanzate dal ministero dell'Economia guidato da Giulio Termonti. “Per questo – ha detto Lombardo – nei prossimi giorni incontrerò il ministro Tremonti. Per noi – ha spiegato il presidente della Regione – il credito d'imposta è un impegno imprescindibile per attrarre investimenti e creare impresa e lavoro".
Toni meno pacati, invece, per Giuseppe Lupo, segretario regionale del Partito Democratico, che, nell’attesa del prossimo incontro in programma per martedì, ha sottolineato: “I ministri Fitto e Tremonti bloccano il credito d'imposta per gli investimenti delle imprese siciliane accampando scuse ridicole. La legge voluta dal Pd e approvata dall'Ars è finanziata con i fondi Fas e non necessita quindi di alcuna autorizzazione da parte dell'Unione Europea. E' evidente – conclude Lupo – che Fitto e Tremonti ostacolano, con ogni mezzo, qualsiasi intervento a favore dello sviluppo e dell'occupazione in Sicilia solo per fare ostruzionismo politico. Quel che è peggio è che ancora una volta a pagare il conto della febbre leghista, che colpisce il governo Berlusconi, sono i siciliani".

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