Ciancimino: "De Gennaro sapeva dei contatti tra mio padre e Provenzano"

Il figlio dell'ex sindaco ribadisce le accuse nei confronti dell'ex capo di polizia davanti ai pm che lo interrogano dopo l'arresto per calunnia

PALERMO. Massimo Ciancimino, arrestato il 21 aprile per calunnia aggravata nei confronti di Gianni De Gennaro, continua a parlare dell'ex capo della polizia che, secondo il testimone che domani dovrà deporre al processo al generale Mario Mori, avrebbe saputo dei contatti tra suo padre Vito, ex sindaco di Palermo, e il boss Bernardo Provenzano. Le accuse a De Gennaro sono contenute negli interrogatori in carcere resi ai pm palermitani Antonio Ingroia, Nino Di Matteo e Paolo Guido dopo il suo arresto. I verbali sono stati messi a disposizione della difesa di Mori e il teste potrebbe rispondere anche su questi argomenti alle domande di pm e avvocati nell'udienza di domani.    
 I pm hanno depositato anche la perizia della polizia scientifica su alcuni documenti consegnati in questi anni da Massimo Ciancimino alla procura. Una delle fotocopie, secondo i rilievi della scientifica, sarebbe stato falsificata aggiungendo il nome di De Gennaro alla lista di personaggi delle istituzioni e delle forze dell'ordine che avrebbero avuto, secondo Ciancimino jr, un ruolo nella trattativa tra mafia e Stato nel periodo delle stragi.

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