Ciancimino fa ritrovare l'archivio segreto del padre

Cinque scatoloni di carte e "pizzini" tra il pianterreno e il primo piano dell'edificio palermitano di via Torrearsa, dove il figlio dell'ex sindaco abita. Il materiale portato via dalla Dia

PALERMO. Massimo Ciancimino fa ritrovare l'archivio segreto del padre. Era in uno sgabuzzino dello stabile in cui abita, in via Torrearsa. Tra il piano terra e il primo piano della palazzina, scrive il sito di Repubblica.it, c'é una porticina che fino a oggi pomeriggio non era stato varcata né dai magistrati né dagli investigatori.    L'esistenza dell'archivio, dal quale gli uomini della Dia, hanno portato via cinque scatoloni pieni di carte e "pizzini" dell'ex sindaco mafioso di Palermo, è stato rivelato da Ciancimino nel corso dell'interrogatorio di questa mattina.     
I magistrati della Procura lo hanno secretato perché sarebbero emersi elementi da approfondire e circostanze da verificare.  Le carte rinvenute dalla Dia saranno affidate alla polizia scientifica secondo una procedura che è stata seguita in precedenza perché sia valutata l' autenticità dei documenti. Per la procura è stata, tra l'altro, accertata la manipolazione dell'appunto di Vito Ciancimino sui personaggi del cosiddetto "quarto livello" nel quale era stato inserito il nome dell'ex capo della polizia Gianni De Gennaro: è per questa falsificazione, accertata dalla scientifica, che Massimo Ciancimino è stato arrestato con l'accusa di calunnia nei confronti di De Gennaro. Con la stessa ipotesi di reato è indagato dalla Procura di Caltanissetta.    
Dopo l'arresto Ciancimino jr. ha manifestato la disponibilità ad ampliare la sua collaborazione e per dimostrare la sua lealtà ha nel precedente interrogatorio rivelato l'esistenze nel suo giardino di casa, sempre in via Torrearsa, di 13 candelotti di dinamite. Ciancimino ha detto, e oggi è tornato a ribadire, che l'esplosivo è stato recapitato da una persona che lo ha chiamato al citofono. Prima lo ha informato che c'era un "pacco" per lui. Poi lo ha avvertito: "Stavolta lo puoi aprire, non si sa se la prossima potrai farlo". Il "pacco" sarebbe stato però preso in consegna da una persona in quel momento presente in portineria che lo ha poi passato a Ciancimino.     
Questa parte del racconto sulla consegna dell'esplosivo è al centro di un accurato accertamento disposto dalla Procura della Repubblica.     Secondo quando trapela, le carte di Vito Ciancimino conterrebbero appunti manoscritti dell'ex sindaco ma anche note, lettere e perfino bigliettini di cortesia di altre persone e esponenti politici. Vito Ciancimino custodiva tutto con cura in vista di un'utilizzazione di quei documenti a futura memoria.

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