Gli "Argenti di Morgantina" tornano ad Aidone

Sedici pezzi per anni esposti al Metropolitan Museum di New York. Il loro rientro in patria è stato possibile grazie ad un accordo bilaterale tra Italia e Usa firmato da Francesco Rutelli nel 2007

ENNA. Sono rientrati definitivamente ad Aidone, in provincia di Enna, i cosiddetti "Argenti di Morgantina", sedici raffinatissimi pezzi d'argento dorato d'epoca ellenistica trafugati 30 anni fa dai tombaroli nelle campagne intorno al capoluogo. Magnifici e rari esemplari prodotti da artigiani del III secolo avanti Cristo che adesso saranno ospitati nel museo archeologico Aidone, un ex convento di cappuccini, grazie all'accordo bilaterale tra Usa e Italia siglato nel 2007 dal senatore Francesco Rutelli, in qualità di allora ministro della Cultura, per la restituzione di una serie di reperti trafugati illegalmente dal nostro Paese, venduti a collezionisti privati miliardari ed esposti per anni nei musei statunitensi.  



I reperti, conosciuti anche come il Tesoro di Eupolemos, furono venduti sottobanco nelle aste clandestine internazionali da esperti d'arte antica e infine acquistati dal Metropolitan Museum di New York nel 1984, dove sono stati esposti fino allo scorso anno. La tecnica di lavorazione è particolarmente raffinata: erano infatti lavorati a sbalzo, cesellati ed infine sottoposti alla doratura. Del tesoro fanno parte: il medaglione di Scilla, ha la figura del mostro marino dal busto di donna e gambe a forma di teste di cane, che scaglia un masso; i vasi e le coppe per il simposio, destinati al momento culminante del banchetto che i greci dedicavano al consumo del vino; e alcuni vasi e coppe per i riti sacri. A completare l'accordo del 2007, la prossima primavera volerà dalla California alla Sicilia anche la statua della dea Demetra, rinominata dagli americani "Venere di Morgantina".

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