Palermo, Confindustria scende in campo per salvare la Fiera

Una cordata di imprenditori palermitani chiede che la struttura diventi un grande centro congressuale e che le attività vengano privatizzate

PALERMO. Ancora una speranza per la Fiera del Mediterraneo di Palermo. Una cordata di imprenditori palermitani di Confindustria, infatti, ha deciso di scendere in campo per fare qualcosa di concreto affinchè la struttura torni a vivere. Il gruppo dunque, con a capo Alessandro Albanese (il presidente di Confindustria), chiede che le attività della Fiera vengano privatizzate e che la struttura diventi un grande centro congressuale a patto però che il Comune, come già garantito dal sindaco Diego Cammarata, dica sì alla concessione fino al 2045 ossia il tempo necessario per programmare un piano di ammortamento e prevedere un profitto. Oltre al presidente Albanese, a sposare la causa sono Rino Alessi (Alessi pubblicità), Rosario Basile (Ksm), Giuseppe Cassarà (presidente Fiavet e Palermo Convention Bureau), Giorgio Gervasi (Gervasi mobili), Antonio Mangia (Aeroviaggi), Daniele Mirri (Damir), Giuseppe Prestigiacomo (Tecnozinco). «Non sussiste alcuna voglia di speculazione edilizia - chiarisce Albanese. La Fiera va rivalutata». Altra storia la Campionaria prevista per dicembre: da questa, infatti, Confidustria si è tirata fuori: «Una Campionaria a dicembre è assolutamente non competitiva - spiega Mirri -. E poi come si realizza in un mese?». Piuttosto, l'idea di Confindustria è quella di chiamare a raccolta degli imprenditori esterni: «Palermo è tagliata fuori dai congressi con più di 800 delegati, perché non sa dove piazzarli - spiega Cassarà -. Un vero centro congressi consentirebbe una destagionalizzazione delle presenze. Ma abbiamo sempre riscontrato scarsissima sensibilità da parte delle amministrazioni pubbliche». Per quanto riguarda i costi, invece, si parla di quasi cento milioni di euro per rilanciare la Fiera. Maggiori dettagli sul Giornale di Sicilia, in edicola oggi.

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