Palermo, la foto di Sakineh sulla facciata dello Steri

Il palazzo sede del Rettorato ospita la gigantografia della donna di 43 anni condannata a morte in Iran e per la cui salvezza è scattata una mobilitazione internazionale

PALERMO. Sulla facciata dello Steri, il palazzo sede del Rettorato a Palermo, da oggi c'é la gigantografia di Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna di 43 anni condannata a morte in Iran e per la cui salvezza è scattata una mobilitazione internazionale. Un'iniziativa che l'Ateneo di Palermo ha rilanciato facendo sventolare sul prospetto del suo palazzo il manifesto con la scritta: "L'Università di Palermo per Sakineh".
"Contiamo di vedere moltiplicarsi questi manifesti per le nostre strade - dice il rettore Roberto Lagalla - e di innescare un'emulazione virtuosa su una vicenda che solo apparentemente ci é lontana ma che coinvolge profondamente valori che riteniamo universali: i diritti umani, la parità tra i sessi, un processo giusto, la libertà di espressione".
"L'Università è per sua natura palestra di confronto critico, luogo di incontro e di sintesi di diverse sensibilità e culture, - aggiunge - e l'Ateneo di Palermo è motore di numerose iniziative nel campo del dialogo e della cooperazione internazionale".
Il volto di Sakineh è affisso proprio su quel palazzo che per due secoli, dai primi del Seicento alla fine del Settecento, fu sede del Tribunale della Santa Inquisizione e divenne quindi simbolo dell'oppressione, dell'oscurantismo, dell'ingiustizia.

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