Mafia, sequestri a Catania: c'è pure l'azienda del figlio di Basilotta

Confisca preventiva del 50 percento della società Intercoler al centro di un contenzioso per il rilascio della certificazione antimafia

CATANIA. Beni per 30 milioni di euro sono stati confiscati dalla Dia al costruttore Vincenzo Basilotta, ritenuto organico al clan Santapaola-Ercolano. Il provvedimento eseguito ha interessato anche il sequestro preventivo del 50% della società Incoter, ovvero la quota che è intestata a suo figlio Salvatore. La restante metà dell'azienda è gestita dall'architetto Giuseppe Messina, che ne è legale rappresentate, e resta in possesso dei suoi proprietari. L'Incoter, azienda di movimento terra, è al centro di un contenzioso con la Prefettura di Catania che chiede il rilascio del certificato antimafia per potere partecipare a gare di appalto. L'8 maggio scorso il Tar di Catania ha intimato alla prefettura di "concludere il processo di riesame finalizzato al rilascio della certificazione antimafia relativa alla società Incoter" entro "trenta giorni". Vincenzo Basilotta è in libertà. Nel 2006 il Tribunale di prevenzione di Catania ha respinto una richiesta di misura preventiva nei suoi confronti sollecitata dal Questore. Le indagini della Dia sono state coordinate dal Procuratore capo di Catania, Vincenzo D'Agata, che incontrerà i giornalisti alle 10.30 nella sala conferenze per fornire particolari sull'inchiesta.

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