STRASBURGO. Una bottiglia di olio extravergine siciliano portata a Strasburgo nell’aula del parlamento europeo riunito in sessione plenaria come forma di protesta contro l’aumento della quota di olio tunisino senza dazi nel mercato europeo.
Il gesto è dell’eurodeputato siciliano del Movimento 5 Stelle Ignazio Corrao, che già le scorse settimane aveva lanciato l’allarme per i produttori d’olio italiani rendendo pubblici i nomi dei parlamentari europei che, con il loro voto positivo in commissione Commercio Internazionale, avevano avallato il provvedimento proposto dalla Commissione Europea.
“In Sicilia, così come tante regioni del mediterraneo – ha dichiarato Corrao in seduta Plenaria a Strasburgo - l’agricoltura produce delle eccellenze straordinarie. Dal pomodoro di Pachino, alle arance di Ribera e della piana di Catania ed anche questo meraviglioso olio d’oliva extravergine. E quindi l’Unione Europea cosa fa? Al posto di tutelare le produzioni di eccellenza, tenta di devastarle. Così l’Europa memore dell’esperienza oltremodo negativa del trattato UE Marocco sul comparto alimentare ha ben pensato di proporre l’aumento di altre 35 mila tonnellate di olio d’oliva proveniente dalla Tunisia”.
A questo punto l’europarlamentare alcamese chiama in causa i colleghi europarlamentari italiani che militano nei grandi gruppi europei, con particolare attenzione a quelli del Partito Democratico che con il loro voto positivo in Commissione Inta del Parlamento Europeo hanno approvato tale proposta della Commissione Europea.
“La domanda che voglio fare è molto semplice ed è rivolta ai deputati dei paesi mediterranei che sono soprattutto nei grandi gruppi di questo parlamento, con particolare riferimento agli italiani del Partito Democratico. Se voi non siete in grado di difendere le vostre tipicità, se non siete in grado di bloccare queste oscenità, vuol dire – chiosa Corrao - che qui venite soltanto a fare numero, solo per l’indennità”.
4 Commenti
giuseppe giambra
03/02/2016 17:03
sono un produttore di olio in provincia di caltanissetta. avete fatto bene a protestare, dovete pubblicare i nominativi dei parlamentari meridionali che non vi hanno appogiato.-
Paolo Vitabile
03/02/2016 19:48
Altrettanti plausi ,all' EuroParlamentare Ignazio Corrao.Per la schiettezza .....
Carlo
04/02/2016 09:26
Giusto difendere i nostri interessi, ma non diciamo cose sbagliate. Le arance siciliane non sono affatto migliori di quelle spagnole, il nostro latte non è migliore di quello francese, le nostre camicie non sono migliori di quelle confezionate all'estero. L’olio tunisino, allo stesso modo, non è né meglio né peggio di quello nostro. Sono stanco di sentire queste stupidaggini. Si combattano le contraffazioni, l’olio adulterato e le olive colorate, siano esse di importazione come nostrane. Ma si mettano tutti quanti in testa che ormai viviamo in un mercato globale: la Tunisia è (deve essere) libera di vendere il suo olio a chi gli pare e piace così come i produttori siciliani sono liberi di vendere il proprio in Svizzera o anche in Russia. Senza limiti. I politici si adoperino semmai affinché i nostri produttori godano di migliori infrastrutture, possano ridurre i costi, consorziarsi ed organizzarsi meglio, accorciare le filiere, abbiano una fiscalità non tartassante, una burocrazia più snella e possano competere nel mercato lealmente ed a testa alta. Il tentativo di contingentare l’import, ormai lo hanno capito tutti e da tempo, è una strada sbagliata. Ma c’è sempre lo sprovveduto di turno che, per combattere la concorrenza dei prodotti cinesi, giapponesi e tunisini propone di ipertassarli con dazi o di contingentarli: dimenticando che l’Italia “esporta”, anche in Cina, più di quanto “importa”. E che se introducessimo dazi o contingentamenti controparte ricambierebbe all’istante. Gli esponenti del Movimento Cinque Stelle facciano la loro parte, ma non facciano la solita figura di dilettanti.
Fabrizio Spina
05/02/2016 07:59
Quindi a tuo dire l'olio tunisino è uguale a quello Siciliano? Il pomodoro di Pachino è uguale a quello cinese, come l'aglio, il vino, il formaggio, i salumi.. Provenienti non solo dalla Sicilia, ma anche dalla Calabria, Puglia, Sardegna..per citare alcune regioni d'eccellenza! A questo punto, mi pongo una sola domanda...cosa mangi quando ti siedi a tavola? Non vorrei essere volgare, ne tantomeno insultarti, ma credo che hai mangiato solo merda, perche se non riesci a distinguere i prodotti di qualità nostrani, non andiamo da nessuna parte! Un prodotto di qualità, Si distingue ANCHE da tanti altri fattori! Il clima, il processo produttivo che puó richiedere anche dieci volte più tempo e fatica, rispetto ad altri prodotti apparentemente uguali! Lo sapevi che la provola Ragusana, per citarne una, quella originale, si può produrre solo una volta l'anno? Proprio perché in un determinato periodo l'erba e la mucca, sono predisposte a dare il massimo...per non parlare di cosa si è nutrita la mucca, quindi come è cresciuta, con quali sementi ha mangiato, se li ha mangiati! Quindi non dire bagianate, perché non tutti i produttori rispettano i processi di produzione e non impiegano le stesse materie prime! Vatti a fare un giro in Tunisia e vai a guardare gli alberi di olive..poi confrontale con quelle Pugliesi, Sardi, Siciliani, Calabresi...e vedrai la differenza già ad occhio..cominciando dalla cura della pianta, che l'agricoltore svolge periodicamente! Non dire quindi mai più, che i prodotti sono uguali, perché non è assolutamente vero e dici solo falsità inaccettabili!
APuleo
04/02/2016 10:23
Sarebbe il caso di creare dei laboratori ancheper dare la possibilità ai privati anche a pagamento di accertare l'origine dell'olio acquistato presso i piccoli o grandi produttori locali in Sicilia. Detto accertamento può dare certezze sull'autenticità siciliana del prodotto. Basta verificare in esso il contenuto o la percentuale di trilinoleina , che pare sia molte volte più alto nell'olio proveniente dal Macreb.