Lunedì 06 Maggio 2024

Dopo 79 anni ha un volto il «Ragioniere Donovan»: lo 007 che contribuì allo sbarco del '43 in Sicilia

Da sinistra: Mario Carastro, George Dubois Woods, Anthony Eric Heath, Edoardo Talamo, davanti al Regio Ufficio Postale del castello Nelson di Bronte, 28 novembre 1931 (foto dell’ingegnere Mario Carastro)
Tony con la sua adorata cavalla Sabina, davanti al castello Nelson di Bronte, anno 1933 (foto famiglia Heath)
Il giovane Tony, vice amministratore della ducea, nel giardino del castello Nelson di Bronte (foto famiglia Heath)
Il capitano Heath-ragioniere Donovan, in Italia nel 1943 (foto famiglia Heath)
Il maggiore Anthony Heath-ragioniere Donovan, in Italia nel 1944 (foto famiglia Heath)
Il maggiore Heath, Giuseppe Romita, Vittorio Emanuele Orlando e il colonnello Charles Poletti (Amgot), Roma 25 luglio 1944 (foto famiglia Heath)
Anthony Heath con Lord Louis Mountbatten, che fu governatore generale dell’India (foto famiglia Heath)
Mister Heath accanto alla giovane principessa Margaret, Napoli, maggio 1949 (foto famiglia Heath)
Anthony Heath, in servizio all’ambasciata britannica a Buenos Aires, con la soprano Renata Tebaldi (foto famiglia Heath)
Heath, in servizio al consolato inglese a Milano, con il regista Paul Rotha e padre Arcangelo Favaro, al centro culturale San Fedele (foto famiglia Heath)
Anthony Heath al Festival del Cinema di Venezia con l’attore Alec Guinness, il maestro Ben Kenobi di Guerre stellari (foto famiglia Heath)
Anthony Heath con Ngo Dinh Diem, presidente del Vietnam del Sud 1954-1963 (foto famiglia Heath)
Heath, console generale del Regno unito a Chicago, con Re Baldovino dei Belgi (foto famiglia Heath)
Mister Heath con il Principe Filippo, duca di Edimburgo (foto famiglia Heath)

Dopo 79 anni ha un volto il «Ragioniere Donovan», è mister Anthony Eric Heath, ex vice amministratore della Ducea Nelson di Bronte, lo 007 inglese facilitatore dello sbarco Alleato del '43 (avvenuto nella notte fra il 9 e 10 luglio), nonché contatto degli indipendentisti siciliani Antonio Canepa e Salvatore Giuliano. Il misterioso personaggio è stato identificato dall’ingegnere Mario Carastro, cultore di storia patria, originario di Bronte. «Secondo molti studiosi, il famoso ragioniere Donovan era stato amministratore della Ducea Nelson, negli anni Trenta. Ebbene, oltre Heath - spiega Carastro - tale ruolo in quel decennio lo ricoprirono: George Dubois Woods (partito per il Canada nel 1938), George Niblett (trasferitosi in Inghilterra nel 1940) e Lawrence Hughes (internato come nemico in un campo di concentramento a Parma dal giugno 1940)». Prosegue Carastro: «Soltanto Anthony Eric Heath, quindi, poteva trovarsi in Sicilia nel 1943 ed essere riconoscibile come ex amministratore dei Nelson. Questo e altri dettagli consentono, con ragionevole certezza - puntualizza l’ingegnere -, d’identificare Heath con il ragioniere Donovan, capo operativo di Mario Turri, alias del professore Antonio Canepa, comandante dell’Evis e agente segreto inglese pure lui, ucciso durante il conflitto a fuoco vicino a Randazzo, all’alba del 17 giugno 1945». Sulla prima permanenza siciliana del giovanissimo Tony, Carastro racconta: «Nel novembre del 1929, il V duca di Bronte, Alexander Nelson Hood, a Londra decise di assumerlo come aiuto amministratore. Le modalità del suo viaggio, comunicate da Scotland Yard personalmente al Duca, fanno dedurre che l’impiego fosse di copertura e che Nelson Hood lo sapesse, vista la sua posizione alla Corte britannica. Heath arrivò a Bronte, al castello di Maniace, il 4 gennaio 1930, ad agosto 1935 fuggì a Malta, per scampare all’arresto del controspionaggio italiano». Mario Carastro non è nuovo a scoop sulla Ducea di Bronte, ambiente dov’è cresciuto e di cui conserva, oltre ai suoi, ricordi e documenti personali del padre Giuseppe e del nonno Mario (un tempo impiegati al Castello Nelson). Ricerche nell’«Archivio privato Nelson», riscontri nel diario personale inedito del V Duca di Bronte e altri approfondimenti - sia bibliografici sia con i figli di mister Heath, Philip (che, come l’ingegnere, abita a Roma) e Sebastian (che vive in Inghilterra) - hanno consentito a Carastro d’individuare l’agente segreto dell’MI6 «Heath-Donovan», tanto cercato per 79 anni da storici e giornalisti. «Nel 1943 l’abile 007 fu inviato in Nord Africa, con la VIII Armata inglese, e poi in missione segreta in Sicilia, per facilitare lo sbarco alleato. Nel catanese, sotto le vesti del ragioniere Donovan - evidenzia Carastro -, Heath ordinava sabotaggi a Canepa e al suo gruppo clandestino antifascista di giovani guerriglieri, fiduciosi nel sostegno inglese per l’indipendenza siciliana. Il 10 giugno ’43, nella piana di Catania presso Paternò, ci fu il sabotaggio più clamoroso, alla base aerea militare italo-tedesca di Gerbini, che l’indomani - ricorda - consentì agli Alleati la presa di Pantelleria e il via libera all’operazione Husky». «Nel 1950 Tony Heath è di nuovo in Sicilia, per parlare con il bandito Salvatore Giuliano, su richiesta dello stesso colonnello dell’Evis, il quale, alcuni mesi dopo quell’incontro, nella notte fra il 4 e il 5 luglio, sarà ucciso a Castelvetrano», conclude Carastro. Anthony Eric Heath (1912-1995), nella sua lunga carriera rivestì anche prestigiose cariche diplomatiche per il Governo britannico in diversi Stati, fra cui l’Italia, dove intrattenne relazioni di alto profilo politico-istituzionale e culturale. Questo e altro, Mario Carastro affronta nella sua ultima ricerca storica sulla Ducea Nelson, dal titolo «Spionaggio e controspionaggio a Bronte e Maniace 1930-1945» (luglio 2022).

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