
Raggiunta l’intesa tra la Regione Siciliana e i privati convenzionati per l’attribuzione di risorse, a valere sul 2023, per il potenziamento dell’offerta di prestazioni ambulatoriali finalizzate alla riduzione delle liste d’attesa. Più nel dettaglio, 11,3 milioni di euro, derivanti dalla sovrastima delle prestazioni di emodialisi per l’anno in corso, saranno così distribuiti: 5,2 ai laboratori di analisi, 3,8 agli ambulatori di fisiokinesiterapia, mentre due milioni torneranno all’emodialisi per gli interessi maturati e 300 mila euro finiranno agli studi odontoiatrici.
Inoltre, nell’ambito del Piano regionale per velocizzare le prestazioni sanitarie ideato dal dirigente generale del dipartimento della Pianificazione strategica, Salvatore Iacolino su input del governatore Renato Schifani, nel piatto finiranno altri 6,5 milioni di euro derivanti dai fondi stanziati sulla Sicilia da Roma per «smaltire» la richiesta di salute: soldi destinati al rimborso in quota parte di visite ed esami realizzati in più nel 2023 dai privati accreditati nelle 69 categorie ritenute critiche dal ministero, ossia quelle che hanno più peso nella gestione delle liste d’attesa, come colonscopia, risonanza magnetica ed elettrocardiogramma.
Un servizio completo di Andrea D'Orazio sul Giornale di Sicilia in edicola oggi

Scopri di più nell’edizione digitale
Per leggere tutto acquista il quotidiano o scarica la versione digitale.

Persone:
5 Commenti
Felix
17/11/2023 09:00
E ti pareva:i soldi per i privati si trovano ma intanto si chiudono reparti e reparti di ospedali pubblici ( vedi Castelvetrano, Petralia efc)
Franco
17/11/2023 09:33
La privatizzazione della sanità è un tradimento alla carta costituzionale, perpetrato dai tutti i governi negli ultimi 50 anni per evidenti interessi privati. E le società sanitarie che sono delocalizzate in Lussemburgo o in Olanda sfuggono anche alle verifiche fiscali. E hanno dì fatto l'impunità.
Aldo43
17/11/2023 14:56
Si chiude il contenzioso tra regione e strutture sanitarie che erogano prestazioni in convenzione. E' un pannicello caldo che non risolve i grossi problemi del funzionamento della sanità intesa come servizio pubblico a tutela della salute del cittadino- Troppi interessi privati incombono, attraverso il sistema delle convenzioni, sul fondo sanitario regionale. Ciò rende poco funzionale e poco fruibile l'assistenza sanitaria così come è stata riformata con la soppressione del sistema mutualistico. Nel settore peraltro vige una conduzione regionalistica che pone nette differenze qualitative nella fruizione delle prestazioni sanitarie. Manca l'uniformità dell'offerta: il sud è molto penalizzato nell'accedere alla "buona sanità". Gli abitanti delle regioni meridionali sono costretti a ricorrere alle strutture pubbliche del nord Italia per avere cure di eccellenza. Comunque l'avere chiuso in Sicilia il contenzioso con la medicina convenzionata, per il cittadino è un sollievo. Ciò in considerazione del fatto che le strutture della sanità pubblica funzionano poco e male, respingendo con pastoie burocratiche e lentezze varie i cittadini che hanno bisogno di essere curati con la dovuta sollecitudine.
Tano
17/11/2023 18:29
Quello che voleva certa politica …………
Anna
18/11/2023 08:38
Togliere i direttori sanitari politici, mettere manager tecnici a dirigere le strutture pubbliche, i soldi pubblici vanno spesi bene nella sanità pubblica, dando denaro ai privati diventa poca trasparenza di gestione e fallimento per gli ospedali pubblici, mi chiedo quale politica stanno facendo per il bene dei siciliani? e quale politica di investimenti o di speculazioni stanno percorrendo in regione?