
Dopo due settimane di lockdown totale, passato il drammatico picco dell’epidemia di coronavirus, la Spagna da oggi prova a ripartire. E riaprono, seppure fra rigidissime misure di igiene e sicurezza, alcune attività «non essenziali», come uffici, edilizia e industria.
Una ripartenza - ricorda il quotidiano El Pais - contestata da molti operatori sanitari e da parte delle forze politiche e amministrazioni territoriali, come ad esempio la Catalogna. Restano invece per ora chiusi scuole, cinema e teatri, ristoranti locali e bar.
La riapertura parziale - stabilita con decreto del governo Sanchez del 29 marzo - prevede misure stringenti sui posti di lavoro: distanziamento, uso di disinfettanti e mascherine ecc., controlli nelle strade, la distribuzione gratuita di 10 milioni di mascherine sui mezzi pubblici a chi non può andare al lavoro sui mezzi privati e la pubblicazione di un decalogo di comportamenti igienico-sanitari corretti. ANSA
3 Commenti
IO solo io
13/04/2020 10:28
Troppo presto, troppa fretta, troppi rischi...
mimmo
14/04/2020 08:18
con le loro fantastiche regole gli spagnoli sono diventati i piu' contagiati in europa.
Giovanni
14/04/2020 08:53
Distribuzione gratuita di mascherine, da noi invece per quando riguarda le mascherine hanno trovato il pretesto per aumentarle di prezzo, un veto e proprio sciacallaggio a tutti livelli...