
Per oltre un decennio ha lottato con i migliori attaccanti di Serie A, difendendo prima il Siena, poi il Bologna e infine il Genoa. Un compito portato avanti negli anni con serietà, grinta e passione, elementi che gli hanno fatto guadagnare anche la stima degli avversari. Daniele Portanova ha passato una vita intera tra contrasti, tackle e anche qualche gol, che per un difensore centrale non guastano mai. Più di 300 presenze nella massima serie, che si sommano ad altri 200 gettoni tra Coppa Italia, Serie B e C.
Ma Portanova quel mondo del calcio non l’ha abbandonato affatto, dato che dopo il ritiro da calciatore ha intrapreso un percorso completamente nuovo come procuratore sportivo: “La parola procuratore non mi piace molto, se vogliamo dare proprio una definizione direi che oggi sono più un gestore dei ragazzi. La cosa che mi affascina è provare ad aiutare qualcuno a realizzare qualcosa di importante”.
Ma Portanova ora è pronto anche per una nuova avventura da tecnico, visto che sarà il nuovo allenatore in seconda del Cosenza. Una scelta rapida, di fronte ad una chiamata improvvisa per affiancare Nicola Belmonte in panchina e salvare la formazione calabrese dalla retrocessione in Serie C. Il Cosenza al momento occupa l’ultimo posto nel campionato di Serie B, con un ritardo di 8 lunghezze sulla zona salvezza. Un ruolino di marcia che è costato la panchina a Massimiliano Alvini, sostituito proprio da Belmonte.
Prima di accettare la proposta del Cosenza, Portanova ha lavorato parecchio sempre nelle vesti di procuratore, contribuendo in maniera decisiva al passaggio del giovane Nicola Viola al Napoli. Un’operazione conclusa alla perfezione dall’ex difensore, rimasto particolarmente dal giovane classe 2007 messinese. Lo stesso allenatore, proprio qualche giorno prima di intraprendere la sua nuova avventura in Serie B, ha rilasciato un’intervista esclusiva a WeSport.it approfondendo proprio il trasferimento in azzurro di Viola: “Ho fatto una valutazione totale su Viola: mi ha impressionato positivamente fin dal primo momento, così come la sua famiglia che l’ha sostenuto in questa scelta. Con Nicola ho fatto uno studio a 360°, sono riuscito a trovare una squadra a cui piacciono anche i cosiddetti ‘piccolini’. Abbiamo fatto dei provini e la società alla fine l’ha premiato. Sono orgoglioso di lui, ha fatto il primo passo ma c’è ancora tanto su cui lavorare. Spero che riesca a dimostrare tutta la sua qualità, anzi sono certo che ci riuscirà”.
Portanova si è soffermato anche sulle caratteristiche tecniche dello stesso attaccante, rimarcando l’importanza di non guardare soltanto alla struttura fisica dei giovani calciatori ma di puntare anche su altri elementi quando si sceglie di fare un investimento su un talento emergente. Un esempio che calza a pennello proprio con Viola, un profilo molto tecnico che forse avrebbe potuto pagare una struttura fisica meno rocciosa rispetto agli standard attuali, spesso e volentieri seguiti da diversi club: “Molte squadre appena si trovano di fronte un giocatore più ‘piccolino’ lo bocciano, ma io non sono di questo avviso. Ho visto e vedo tutt’ora tanti giocatori bassini, che sono in grado di fare la differenza e che molte volte sono anche più forti degli altri. Fortunatamente, parlando sempre di Viola, sono riuscito a trovare una squadra a cui piacciono i ‘piccolini’. Non è un caso che al Napoli siano usciti giocatori come Insigne o Vergara. In fondo, se ci pensiamo nemmeno Maradona era altissimo”.
Portanova ha poi proseguito, lanciando un messaggio importante ai giovani calciatori che sognano un futuro da professionisti nel mondo del calcio. Un percorso piuttosto arduo, che passa da una serie di componenti. Tra queste è impossibile non menzionare quella legata all’aspetto comportamentale e caratteriale, spesso decisiva nella carriera di un calciatore. Portanova però ha ricordato come bisogna puntare sempre di più sui talenti emergenti, sfruttando anche le risorse che arrivano direttamente dai settori giovanili: “Tutti i ragazzi mi dicono che da grandi vogliono diventare calciatori. Io quando li guardo negli occhi vorrei capire che cosa intendono. Il consiglio che posso dare è che bisogna vivere il calcio anche fuori dal campo, lavorare specialmente sull’aspetto comportamentale e poi chiaramente dare il massimo su tutto. A volte però non basta neanche questo, perché il calcio è anche fortuna. Non voglio spegnere i sogni dei ragazzi ma rafforzarli. Penso che la situazione calcistica attualmente si possa migliorare, ad esempio puntando molto di più sui settori giovanili. Bisogna trovare giocatori forti ma anche allenatori in grado di trasmettere quel qualcosa in più ai ragazzi. Spesso e volentieri vedo allenatori che pensano eccessivamente alla vittoria, che è qualcosa di importante ma ci sono certamente altre componenti da prendere in considerazione per fare favorire una crescita sana dei giovani calciatori”.
Portanova così facendo ha voluto lanciare un bel messaggio ai giovani che sognano di calcare i campi di Serie A un giorno. Un percorso che passa soprattutto dai sacrifici, una parola che l’ex difensore conosce bene. Lo stesso Portanova, del resto, prima di arrivare nella massima serie ha lottato per ben sei stagioni consecutive tra i campi di B e C1: “Ho girato molti campi in Sicilia ma anche in Campania: ci sono tantissimi giovani promettenti. Mi bastare guardare i ragazzi negli occhi per capire se hanno la voglia di esaudire un sogno così grande. Io sono riuscito a farlo e mi auguro che tanti altri ragazzini in futuro possano centrare il mio stesso traguardo. Chi è diventato calciatore, l’ha fatto sudando ogni giorno e mettendo sempre grinta e voglia”.
Portanova infine si è concentrato anche sul Torneo delle Regioni, in programma proprio in Sicilia dall’11 al 18 aprile prossimo. L’ex difensore non vede l’ora di poter ammirare i giovani provenienti da ogni parte d’Italia, che avranno una grossa opportunità per mettersi in mostra e magari riuscire a fare colpo anche sui club professionistici, che di certo non si perderanno un appuntamento di questo spessore: “Sono sicuro che chi farà le selezioni allestirà formazioni competizione. Questo torneo è una vetrina che può mettere in mostra i nostri giovani, che avranno una grossa opportunità. Farò il tifo per la Sicilia e assisterò anche a qualche partita. Tante squadre professionistiche seguono questo tipo di tornei, dovrebbero essere incrementati ma sono comunque contento che si facciano spesso”.
Ogni settimana sul Giornale di Sicilia un inserto dedicato al calcio giovanile.Squadre, personaggi, dirigenti e talenti. Tante foto e interviste in un focus dalle grandi scuole calcio alle piccole realtà.
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