
Esperienza, professionalità e soprattutto voglia di trasmettere un messaggio di crescita ai ragazzi. Si possono riassumere così gli obiettivi di Carlo Breve, responsabile delle Rappresentative Regionali siciliane che saranno impegnate nel Torneo delle Regioni 2025. Un’occasione importantissima per il prof. Breve, pronto al grande appuntamento che si terrà proprio in Sicilia dall’11 al 18 aprile.
Una settimana di puro calcio giovanile, con Breve che non vede l’ora di cominciare: “Fortunatamente ci sono dei gruppi definiti, anche se mancherà qualche ragazzo che è andato in Nazionale ma siamo orgogliosi di questo. L’Under 19 è abbastanza solida, l’Under 17 è una squadra fortissima e sono convinto che possa arrivare fino in fondo al Torneo. Parliamo di una competizione difficile, ma l’Under 17 sicuramente è la squadra più avanti di tutte. Anche nell’Under 15 c’è un bel gruppo, spero ci possa dare grosse soddisfazioni”.
Breve ha poi proseguito, soffermandosi anche sulle rappresentative femminili che saranno presenti al torneo: “Chiaramente al Torneo delle Regioni ci sarà spazio anche per il calcio femminile, guidato da Daniele Di Salvo che ha fatto un grande lavoro. Dobbiamo andare cauti, ci sono regioni molto più avanti anche se abbiamo fatto passi da gigante nell’ultimo periodo”.
Breve in passato ha guidato anche la Rappresentativa Regionale Juniores, con cui ha raggiunto due finali Nazionali e una semifinale Nazionale. Il tecnico successivamente si è soffermato proprio su queste esperienze, una sorta di ritorno al passato per Breve che è tornato ad occuparsi di queste selezioni soltanto di recente. L’allenatore ha ripercorso i passi fatti nei primi anni Duemila, ricordando con affetto tanti suoi calciatori che alla fine hanno intrapreso un percorso da professionisti. Gente del calibro di Madonia o Terranova, profili che gli hanno dato più di una soddisfazione nella sua vita da allenatore: “Non mi occupavo delle rappresentative da diverso tempo. Il livello delle squadre dei primi anni Duemila era molto. C’era gente del calibro di Madonia, Bonvissuto, Terranova o Scrozzo, giocatori che hanno fatto carriera tra Serie A, Serie B e Lega pro. In quegli anni incontravamo squadre di Serie B, le battevamo o pareggiavamo. Era difficile che perdessimo. Quando incontravamo squadre d’Eccellenza vincevamo anche tre, quattro o cinque a zero. Oggi invece si fa fatica anche contro una squadra di Serie D, qualche schiaffo lo prendi. Da questo punto di vista è tutto molto più complicato, ci sono squadre di altissimo profilo”.
Breve nel corso di quegli anni è riuscito a lasciare un segno importante al Torneo delle Regioni, dove ha sfiorato la vittoria proprio con la Sicilia. L’evento è più di una vetrina per la Sicilia, chiamata ad organizzare e ospitare uno dei tornei giovanili più importanti di tutta Europa: “È una grande emozione avere il torneo delle Regioni per la prima volta in Sicilia. Nei primi anni Duemila avevo fatto una fase eliminatoria in Sicilia, passammo il turno come primi in classifica. Fu Madonia a portarci alle fasi finali in Lombardia, ma perdemmo la finale contro il Veneto”.
Breve successivamente si è concentrato anche sull’attuale stato di salute dei settori giovanili, mettendo in risalto anche le grandi differenze rispetto a qualche anno fa: “Secondo me oggi poche società investono sul settore giovanile, poche società fanno i giocare i ragazzi perché ci credono ma lo fanno semplicemente perché obbligate dalle regole. I ragazzi oggi sono distratti da tante altre cose piuttosto che concentrarsi e pensare e sognare di fare i calciatori professionisti. I ragazzi sono distratti dalle tentazioni di oggi. Pochi sono disposti a fare sacrifici, c’è differenza nella fame e nella voglia di emergere. Bisogna cercare di inculcare quelli che sono i pensieri di uno sportivo: attraverso il lavoro e il sacrificio, qualcosa si tira fuori. Oggi i ragazzi non sono disposti a soffrire, prendono qualche schiaffo e si siedono. Ovviamente e fortunatamente però ci sono delle eccezioni”.
Breve nel proprio curriculum vanta anche un’esperienza come docente, dato che tra il maggio e il giugno scorso ha insegnato tattica calcistica all’Università di Scienze Motorie di Fuzhou, Capitale della provincia di Fuijan. Cinque settimane cariche di confronti e lavoro sul campo per Breve, che ha affrontato le tematiche calcistiche direttamente dai banchi di un’università. Non saranno di certo mancate le lezioni su Ancelotti, Allegri, Mourinho e Bearzot, identificati da Breve nella categoria dei cosiddetti gestori. Gli approfondimenti a tu per tu con gli studenti cinesi si saranno basati pure sulle filosofie di Sarri, Sacchi e Zeman, tre profili che sempre secondo Breve si sposano a pieno con il cosiddetto allenatore-insegnante. L’allenatore ha insegnato calcio in una delle migliori università di tutto il continente asiatico ma si è soprattutto misurato con una realtà inedita come la Cina, che vede il calcio italiano proprio come un modello: “Ho apprezzato molto la cultura cinese, così come la loro struttura organizzativa che si sposa benissimo con la loro voglia di imparare. Molti tecnici seguivano le mie lezioni, era motivo d’orgoglio rappresentare l’Italia. Ho trasferito le mie idee di calcio e mi ha colpito molto la loro meticolosità e la loro voglia di apprendere. Tornerò in Cina a maggio, pronto per un nuovo ciclo di lezioni e più carico che mai”.
Ogni settimana sul Giornale di Sicilia un inserto dedicato al calcio giovanile.Squadre, personaggi, dirigenti e talenti. Tante foto e interviste in un focus dalle grandi scuole calcio alle piccole realtà.
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