
PALERMO. Niente pensioni a febbraio alla Regione. Il pagamento non è stato ancora effettuato, ma secondo il Fondo pensioni Sicilia, che gestisce gli assegni quiescenza, non dovrebbe ritardare oltre la fine della prossima settimana. In alcuni casi gli assegni potrebbero essere erogati anche fra lunedì e martedì. Il problema infatti non sarebbe di carattere finanziario - i soldi in cassa ci sono - ma amministrativo.
Da settimane il settore delle pensioni è al centro dell’attenzione perchè la Regione sta preparando una riforma che - per chi lascerà gli uffici da qui ai prossimi anni - prevede un robusto taglio degli assegni. La norma, voluta dall’assessore Alessandro Baccei, dovrebbe essere approvata nella prossima Finanziaria a fine aprile.
Persone:
4 Commenti
Gaspare Barraco
27/02/2015 16:25
Assegno pensione a parità di anni di servizio e di qualifica non può essere con due valori.Con legge regionale n.21 del 1986: al personale in servizio a questa data si applica la legge n.2 del 1962. Per il personale assunto alla Regione nel 1989 ma con servizio statale precedente riconosciuto a tutti gli effetti come servizio regionale con legge regionale n.11 del 1988 e con legge regionale n.53 del 1985, con data inizio attività precedente al 1986, non si applica la legge n.2 del 1962. E’ un’anomalia da chiarire in questa Finanziaria, che si deve approvare ad aprile 2015. Evitare i ricorsi. Cav.ing.Gaspare Barraco.Marsala.
ottone
27/02/2015 16:35
Tagli alle pensioni di chi le ha maturate. Ma non per chi ne ha percepite ben maggiori in forza di un perverso sistema di calcolo basato sull ultima retribuzione e non sulla media degli ultimi anni. Tutta propaganda a spese di pochi.
Luigi Ceraulo
28/02/2015 08:05
Che giustizia sociale sarebbe per uno che andrà in pensione con 43 anni di contributi e percepire molto meno di uno che è andato in pensione con 25 anni di contributi. Sarebbe giusto che eventuali sacrifici si dividano per tutti. Luigi Ceraulo
pippo
28/02/2015 08:29
Bisogna ricalcolare tutte le pensioni dei regionali con le normative che erano in essere per gli statali. Il calcolo deve essere fatto sugli ultimi 10 anni e non sull'ultimo stipendio.
lino
02/03/2016 13:20
Certo caro Pippo! magari andando a recuperare il surplus già percepito in tutti questi anni! in modo tale da appagare la tua libido vendicativa per chi ha avuto un trattamento assolutamente legittimo al tempo ed ha scelto di andare in pensione proprio per le condizioni allora vigenti e non dipendenti dalla propria volontà! (In ogni caso si tratta di pensione che al massimo si aggirano attorno ai 2000 euro!) secondo te sarebbe dunque giusto andare a rivisitare quelle pensioni createsi solo perché allora c'erano quelle condizioni? Secondo me, in ogni caso, il sistema retributivo resta il più corretto perché adegua la pensione alle attuali condizioni economiche. Il contributivo invece ti da una pensione in base ai contributi versati 40 anni prima senza un'adeguata rivalutazione! Quando un lavoratore negli anni '70 o '80 versava 300 mila lire di contributi al mese costituivano il 30% dello stipendio, non le attuali 150 euro! il mondo non può mandarsi avanti sulla base delle cattiverie e vendette della gente! Le ingiustizie sociali sono ben altre! vedi per esempio le remunerazioni esistenti in questa società nel mondo dello spettacolo, di certo giornalismo ( che riempie ogni giorno, dalla mattina alla sera, gli studi televisivi di milionari commentatori improvvisati) o il mondo miliardario del calcio! o ancora il mondo della politica correlato ad incarichi e prebende di sottogoverno, appalti gonfiati, ecc.