
CITTA' DEL VATICANO. Anche i temi dei social network e della comunicazione digitale entrano nella Costituzione apostolica sulla vita contemplativa femminile. Papa Francesco ne parla come "strumenti utili per la formazione e la comunicazione", ma esorta tuttavia le suore contemplative ad "un prudente discernimento" perché questi mezzi non siano occasione di "dissipazione o di evasione dalla vita fraterna, danno alla vocazione o ostacolo alla contemplazione".
La promozione di una adeguata formazione; la centralità della 'lectio divina'; criteri specifici per l'autonomia delle comunità contemplative; l'appartenenza dei monasteri ad una federazione: sono i punti principali della Costituzione Apostolica "Vultum Dei quaerere. La ricerca del volto di Dio", firmata da Papa Francesco il 29 giugno e pubblicata oggi, dedicata alla vita contemplativa femminile. A motivare il documento, spiega papa Francesco, sono il cammino compiuto dalla Chiesa e "il rapido progresso della storia umana" a cinquant'anni dal Concilio Vaticano II. Di qui, la necessità di intessere un dialogo con la società contemporanea, salvaguardando però "i valori fondamentali" della vita contemplativa, le cui caratteristiche di silenzio, ascolto e stabilità, "possono e devono costituire una sfida per la mentalità di oggi". Introdotto da una riflessione sull'importanza delle monache e delle contemplative per la Chiesa e per il mondo, il documento indica 12 temi di riflessione e discernimento per la vita consacrata in generale e si conclude con 14 articoli dispositivi.
In un mondo che cerca Dio, anche inconsapevolmente, scrive nel documento papa Francesco, le persone consacrate devono "diventare interlocutori sapienti" per "riconoscere le domande che Dio e l'umanità pongono". Per questo, la loro ricerca di Dio non si deve fermare mai. Francesco esprime apprezzamento per le "sorelle contemplative", ribadendo che "la Chiesa ha bisogno" di loro per portare "la buona notizia del Vangelo" all'uomo contemporaneo. E non si tratta di una missione facile, considerata la realtà attuale che "obbedisce a logiche di potere, economiche e consumistiche". Tuttavia, la sfida indicata dal Pontefice alle contemplative è proprio questa: essere "fari e fiaccole" che guidano ed accompagnano il cammino dell'umanità, "sentinelle del mattino" che indicano al mondo Cristo, "via, verità e vita". "Dono inestimabile ed irrinunciabile" per la Chiesa, dice ancora la costituzione apostolica, "la vita consacrata è una storia di amore appassionato per il Signore e per l'umanità", che si dipana attraverso "l'appassionata ricerca del volto di Dio", di fronte al quale "tutto si ridimensiona", perché guardato con "occhi spirituali" che permettono di contemplare "il mondo e le persone con lo sguardo di Dio". Di fronte alle "tentazioni", poi, il Papa esorta le contemplative a "sostenere coraggiosamente il combattimento spirituale", vincendo con tenacia, in particolare, "la tentazione che sfocia nell'apatia, nella routine, nella demotivazione, nell'accidia paralizzante".
1 Commento
Nino
23/07/2016 13:18
Mi sembra eccessivo questo monito del Papa nei confronti delle monache di clausura che praticamente sono "sepolte vive" dentro i loro conventi dai quali non escono nemmeno se viene a mancare un genitore o un fratello. Pregano di continuo, e per tutta la loro vita non fanno altro che questo. Se possono avere un piccolo contatto col mondo esterno tramite internet perché impedirlo? Nemmeno ai carcerati è impedito tale contatto figuriamoci se queste povere sorelle, che si dedicano corpo e anima alla preghiera, debbano essere punite all'isolamento totale. Queste nostre sorelle vanno solo ringraziate per il loro sacrificio e per la loro incredibile devozione nel consacrarsi per il resto dei loro giorni a Gesù. Ormai quasi nessuno farebbe questa estrema scelta, coloro che l'hanno fatta meritano tutta la nostra riconoscenza perché pregano per tutti noi a cominciare dal Papa che dice sempre "pregate per me".