«Adesso sto bene, in Italia ho studiato e ho anche un lavoro che mi piace e una casa. Ma quei giorni trascorsi a bordo della nave che ci aveva salvato non potrò mai dimenticarli». A ricostruire l’odissea vissuta a bordo della Open Arms, quando nell’agosto del 2019 venne impedito per 19 giorni alla Ong spagnola di sbarcare a Lampedusa i migranti soccorsi, è Musa, un giovane gambiano che allora non aveva ancora compiuto 16 anni. Uno dei minori non accompagnati che erano a bordo della nave della Ong spagnola.
Oggi Musa ha 20 anni, ne compirà 21 il mese prossimo. Vive in Sicilia dove è stato assunto, con un contratto regolare, presso un rifornitore di carburante: «Insomma non sono un clandestino, ho un lavoro, una casa, tanti sogni ancora da realizzare, a cominciare dal mio sport preferito, il calcio...» racconta il giovane.ù
Musa è assistito da Serena Romano, avvocato di parte civile, che lo segue nel processo sul caso Open Arms, per il quale la procura di Palermo ha chiesto sei anni di carcere per l’ex ministro degli Interni, Matteo Salvini, accusato di sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio. «Alla prossima udienza discuteremo di lui, di quello che ha vissuto in quei terribili giorni - annuncia l’avvocato - quasi certamente sarà presente in aula».
Il viaggio della speranza di Musa, che oggi è riuscito a ricostruirsi una vita, comincia a 12 anni, quando parte dal suo paese insieme allo zio. Un anno dopo è già recluso nelle prigioni libiche. «Non auguro a nessuno. meno che mai a un bambino, di vivere quello che ho vissuto io» confida al suo legale. Da quelle prigioni, nelle quali ha subito torture terribili e ogni tipo di sevizie, ne esce solo quando ha quasi 16 anni. «Mio zio è stato liberato prima di me, ma è morto in mare mentre tentava la traversata verso l’Italia», racconta.
Musa resta solo, una volta liberato dal campo di detenzione in Libia decide comunque di partire, di portare a termine quel viaggio che aveva intrapreso quattro anni prima nonostante il terrore di morire in mare come lo zio. A salvare il ragazzo del Gambia sono invece gli «angeli» dalla Open Arms, che soccorrono il barcone sul quale viaggia. L’odissea di Musa sembra finita, e invece le cose si complicano. Alla Ong spagnola viene negato il permesso di approdare a Lampedusa per 19 lunghissimi giorni, anche se le donne e i minori vengono fatti scendere dalla nave due giorni prima della decisione dell’allora Procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio che ordina lo sbarco. «Restare tutto questo tempo a bordo della nave è stato un supplizio - racconta Musa - abbiamo sofferto tanto, soprattutto avevamo il terrore di essere riportati in Libia».
«Quei giorni interminabili, in attesa dell’ok per lo sbarco, hanno aggravato ulteriormente le sue paure - tiene a precisare il suo difensore - la tutrice di Musa mi racconta che anche adesso non riesce a guardare il mare. Quell’esperienza, insieme alla morte dello zio, lo ha traumatizzato lasciando un segno indelebile nel suo animo». La speranza, per l’avvocato Romano, è che finalmente «si possa ottenere giustizia, che ci sia una condanna per Salvini. Non importa se per sei anni, quattro anni o per sei mesi. Nessuno deve più permettersi di trattare altri esseri umani in questo modo».
Nella foto i migranti sulla Open Arms prima dello sbarco
5 Commenti
Osservazione
17/09/2024 06:32
Il mondo è pieno di storie tristi, spesso raccontate in modo straziante per motivi più o meno nobili o a beneficio dell'audience di programmi televisivi. La sostanza è che nel caso specifico erano tutti sotto super controllo sanitario e nessuno si è fatto male in modo significativo. Comunque tanti auguri di buona vita e felicità al ragazzo.
Duccio
17/09/2024 10:07
Il mondo è pieno anche di gente senza cuore che scrive balle sui siti internet.
Antonelloz
18/09/2024 12:00
Mi chiedo però come mai la gente tanto buona quando fanno i bandi per accoglierli in casa propria li diserta tutti?
Mah
21/09/2024 04:18
Sembra che la sofferenza voglia trovare un conforto economico. E più tragica la si mette più si spera aumenti il conforto. Legittimo, ma qualche perplessità sorge spontanea.
angelo
17/09/2024 10:28
Bella notizia, certo, ma per un caso ce ne sono mille che raccontano altro, tipo spaccio e sfruttamento della prostituzione. Ci vuole tanto a distinguere i buoni dai cattivi ed espellere questi? Sì, a quanto pare ci vuole tanto.
Antonelloz
18/09/2024 11:58
E dietro purtroppo c'è pure un business che rende più della droga
Antonelloz
17/09/2024 13:19
La Spagna aveva offerto un porto,la Tunisia idem però l'ong ha preferito fregarsene e sbarcare per forza in Italia perché c'era un evidente disegno politico dietro
Nero
17/09/2024 21:24
Ora guarda caso arriva il racconto di questo ragazzo. Salvini ha fatto bene e comunque fu data assistenza.
Daniele
18/09/2024 11:41
Basta che dicono che sono stati maltrattati che hanno subito violenza ecc vengono premiati e facile parlare adesso io darei la medaglia al valore civile a questo punto e lo farei martire ma finiamola con questa ipocrisia e Falso moralismo che se ne stiano a casa propria