È stato fermato dai carabinieri di Catania il settimo indagato per la violenza sessuale di gruppo a una 13enne nella Villa Bellini. È uno dei tre minorenni indagati trovato nella comunità dove alloggiava mentre recuperava degli effetti personali. Secondo gli investigatori stava per fuggire nel tentativo di far perdere le proprie tracce. Nell’esecuzione dei fermi i carabinieri hanno condotto
tre maggiorenni in carcere e uno agli arresti domiciliari e i tre minorenni in un centro di precautelare di prima accoglienza.
I sette indagati, si legge in una nota congiunta delle procure distrettuale e per i minorenni di Catania, erano «entrati in Italia da minorenni e, in forza della legislazione vigente, accolti in strutture; in ragione della minore età vige, infatti, il divieto di espulsione con la possibilità del rilascio da parte della questura competente del permesso di soggiorno fino al compimento della maggiore età».
«Al temine di un ininterrotto sforzo investigativo - si sottolinea nel comunicato - i carabinieri nel giro di meno di 48 ore, sarebbero riusciti a chiudere il cerchio attorno ai responsabili. Dal primo pomeriggio di ieri, in stretto coordinamento con le due Procure, è quindi scattato il blitz, durato fino alle prime luci dell’alba di questa mattina, che ha consentito di catturare i sette sospettati, l’ultimo dei quali rintracciato dopo una iniziale fuga, tra cui i due esecutori materiali della violenza sessuale entrambi minorenni».
«Al riguardo - spiegano le due procure - è stato assolutamente rilevante l’aspetto delle investigazioni scientifiche. Personale specializzato del comando provinciale carabinieri di Catania è infatti riuscito, attraverso un minuzioso studio delle tracce forensi a individuare in meno di 24 ore le tracce biologiche relative alla violenza tracce che, analizzate in pochissime ore dal Ris di Messina, hanno restituito un match positivo coincidente con quello del minore che avrebbe fisicamente violentato la 13enne»
2 Commenti
Rino Ceronte
03/02/2024 17:59
Sanno che non si faranno un giorno di galera.
Mefisto
04/02/2024 06:37
Il frutto della politica dell'accoglienza voluta da una certa politica, che permette di lucrare sul business dell'immigrazione clandestina a discapito della sicurezza di tutti. Mi auguro che alla luce dei recenti fatti di cronaca nazionali ed esteri si riveda questa assurdo sistema che permette a chiunque di poter entrare in Europa! Massima solidarietà alla vittima di questo efferato fatto di cronaca che spero non venga abbandonata dallo Stato
nicola
04/02/2024 21:41
L'accoglienza non c'entra, i crimini contro le donne sono commessi anche dai connazionali il problema è culturale. Si comincino a dare pene esemplari senza attenuanti del tipo: "era ubriaca" o "ma come era vestita". Poi insegnamo la cultura del rispetto delle donne a cominciare dalle famiglie...... ove possibile.