
Morte e disperazione. Una tragedia ha sconvolto la provincia di Cosenza. Nelle gole del torrente Raganello a Civita, sul Pollino, sono undici al momento le vittime accertate - molte delle quali devono essere identificate - per l'ingrossamento del corso d'acqua che attraversa l'area. Ma è un bilancio che si aggrava col passare del tempo.
Sono andate avanti per tutta la notte le attività di ricerca. Sono 10 i morti accertati. La protezione civile regionale, infatti, ha rivisto il numero delle vittime, che stamani era stato dato ad 11. A causare l'errore, secondo il capo della protezione civile regionale Carlo Tansi, "è stata una sovrapposizione di informazioni nel corso della notte".
Sono stati rintracciati, e sono in buone condizioni, tre giovani pugliesi di 21, 22 e 23 anni, che erano stati inseriti nella lista delle persone disperse dopo la piena del torrente Raganello. I tre si erano accampati in località Valle d'Impisa, una località a monte della zona del disastro e dove i cellulari non hanno campo. A dare notizia del loro ritrovamento è stata un'amica che attraverso un twitter ha informato le forze dell'ordine dicendo "sono vivi".
La palestra comunale di Civita da ieri sera sta accogliendo le salme delle vittime che sono state tutte identificate. Una folla commossa si è raccolta davanti alla struttura dove si è svolto il riconoscimento da parte dei congiunti.
"Temiamo che il numero delle vittime - ha detto il procuratore di Castrovillari Eugenio Facciolla che ha partecipato ad una riunione del Coc a Civita - sia destinato a crescere ma si tratta di una valutazione che facciamo sulla base di quello che si è verificato. Riteniamo che nella zona ci fossero più persone perché l'area in questo periodo è molto battuta. Ci appelliamo alla collaborazione di tutti". La protezione civile calabrese ha messo a disposizione il proprio numero verde 88222211 per segnalare eventuali dispersi.
Appena scattato l'allarme sul luogo del disastro sono arrivati uomini e mezzi della Protezione civile, dei Vigili del fuoco, del Soccorso Alpino del Pollino, dei carabinieri forestali, guardia di finanza. Il centro abitato è stato stretto da un cordone. Ed è iniziata l'attesa.
Una parte degli escursionisti sorpresi dalla piena del torrente è riuscita a mettersi in salvo su alcuni scogli e a poco a poco sono stati recuperati. Tra di loro anche una bimba in ipotermia che è stato portata nell'ospedale di Cosenza con l'eliambulanza.
Angoscia e apprensione nella piazza del piccolo comune arbereshe nel cuore del Pollino davanti alla sede della società "Raganello tour" che aveva organizzato un escursione per 15 persone. Le ricerche di quanti ancora mancano all'appello proseguiranno per tutta la notte. Sono arrivate due torri faro che illumineranno a giorno la zona del Ponte del Diavolo, una delle mete più battute dagli escursionisti teatro di questa assurda disgrazia.
"Sono circa settanta - ha detto il Capo della Protezione civile della Regione Calabria Carlo Tansi - le unità impegnate a setacciare a tappeto l'area interessata da questa immane tragedia. La vera incognita - ha aggiunto - è costituita dal numero dei dispersi di cui al momento non si ha piena contezza.
Quello che si sa è che le Gole a causa dell'acqua caduta copiosamente si sono saturate e hanno scaraventato le vittime anche a tre chilometri di distanza".
"Le ondate di piena nel torrente Raganello ci sono spesso d'inverno, ma non era mai capitato d'estate, quando il torrente è molto frequentato dai turisti", spiega Luca Franzese, responsabile del Soccorso Alpino della Calabria. Oggi, invece, afferma il soccorritore, l'ondata di piena è arrivata all'improvviso e il livello del torrente ha raggiunto "i due metri, due metri e mezzo. E - ricorda Franzese - era impossibile accorgersene perché in quel tratto non stava nemmeno piovendo".
Terribili le immagini che si sono presentate ai soccorritori.
Due ragazze, forse campane, sono state le prime ad essere portate al sicuro. Avevano vestiti lacerati ed erano in forte stato di shock. Anche la bimba in ipotermia è stata messa in salvo e portato in ospedale. Il sindaco di Civita ha convocato il Coc in Comune. La notte è ancora lunga.
10 Commenti
rita
21/08/2018 06:42
Ma la protezione civile è buona solo per contare i morti e prendere straordinario? Prevenzione mai?
Paolo C.
21/08/2018 08:54
ma cosa c'entra la protezione civile? Prevenzione? Cara Rita qui il problema è seguire i vari allerta meteo e non affidarsi alla superficialità di qualche "esperto del posto"!
nino chi !
21/08/2018 13:46
Prevenzione !? Con la mentalita dell'Italiano medio , allergico , ipocrita a qualsiasi regola dal totale menefreghismo nell'uso per es. delle frecce direzionali , all'abuso edilizio piu sfrenato .......passando per le piu elementari forme di prevenzione , ignorate e sbeffeggiate in toto !!!!!!!!!!!!!!!!
Paolo
21/08/2018 14:14
L' allerta era stato dato.
Zizou
21/08/2018 08:04
Parlate sempre di stipendi e straordinari ogni scusa è buona l'invidia è fuori controllo.
jhonnipa
21/08/2018 08:58
Le previsioni meteo indicano, per il Centro-Sud, da almeno 10 giorni, condizioni avverse. In particolare, le zone interne sono quelle più esposte. In questi casi c'è poco da prevenire. I torrenti, da sempre, stante le ridotte dimensioni dell'alveo, si ingrossano pericolosamente a causa di intensi eventi meteorici che si verificano nelle zone appena a monte. Purtroppo gli escursionisti, vittime di questa tragedia, si sono trovate nel posto sbagliato nel momento sbagliato.
Mario Rossi
21/08/2018 10:29
Vite regalate alla morte, per la voglia di osare sempre e comunque! L'allerta meteo era stata diramata da giorni! Come si fa ad organizzare un escursione!
Enrico
21/08/2018 10:45
Siamo sicuri che quel torrente non avesse subito "maltrattamenti", di quelli che l'essere umano sa fare alla grande ?! Mica ci prepariamo ad un altro funerale solennissimo, con tanto di colpevoli presenti e fasciati ?!
aldebaran
21/08/2018 12:48
Un evento di questa portata è sempre preavvisato. Non esistono fiumi di acqua che sgorgano improvvisamente. Le piene vengono da momte, non nascono sul posto. In ogni caso è irresponsabile organizzare escursioni in aree a rischio idrogeologico, percorrendo i greti dei torrenti perché proprio come tali sono soggetti a piene molto intense e devastanti. I morti si piangono ma molte cause di morte hanno origine nell'incuria e nel pressapochismo di questo nostro paese. Ogni volta che, a Palermo, passo per Boccadifalco, mi vengono i brividi guardando le CASE COSTRUITE SUL GRETO DEL TORRENTE.
IO
21/08/2018 13:08
Per me, la responsabilità è prima delle guide che devono informarsi della meteo. Poi ognuno fa come vuole anche rischiando la vita ...
Finti tonti
21/08/2018 14:18
E sotto la loro responsabilità .
gaetano
21/08/2018 14:54
che centra la protez civile,la natura e imprevedibile e se a da succedere succede la qualsiasi,con e senza la protezione civile o qualche altro corpo dello stato.
gaetano
21/08/2018 14:56
SI SONO TROVATI PULTROPPO SEMPLICEMENTE; NEL PUNTO SBAGLIATO AL MOMENTO SBAGLIATO
Marco46
21/08/2018 20:18
no gaetano , questo sport e' gia' pericoloso con condizioni atmosferiche ottimali figurati con tempo incerto di possibili piogge.Solo imprudenza!
gaetano
21/08/2018 20:00
che ci facevano con tanti divieti li