Domenica, 16 Dicembre 2018

Riso: Comitato Ue si spacca su ripristino dazi

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Riso: Comitato Ue si spacca su ripristino dazi
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BRUXELLES - Il Comitato per il commercio Ue non si e' espresso, oggi a Bruxelles, né in favore né contro il ripristino dei dazi sulle importazioni in Europa di riso da Cambogia e Myanmar. In occasione della riunione 13 Paesi hanno votato a favore, otto contro e sette si sono astenuti. La Germania si è astenuta mentre la Francia ha votato a favore. In mancanza di una maggioranza qualificata, la palla torna ora alla Commissione europea. Lo si apprende da fonti comunitarie vicino al dossier. La 'non decisione' del Comitato Ue, spiegano fonti vicine al dossier, dà alla Commissione europea la possibilità di approvare la propria proposta, ossia di introdurre una clausola di salvaguardia sul riso importato da Cambogia e Myanmar. 

 

Al contrario, se nel Comitato europeo una maggioranza di Stati membri si fosse pronunciato contro, la decisione sarebbe stata bloccata. Questo non è avvenuto, lasciando quindi le mani libere alla Commissione europea di decidere. Del resto, solo un numero limitato di Stati membri produce riso ed è quindi interessato a ripristinare i dazi sul prodotto. E questo, nonostante che dall'indagine realizzata dalla Commissione europea, emerga che negli ultimi anni i produttori comunitari abbiano subito un rilevante danno economico dalle importazioni di riso dai due Paesi asiatici. Importanti volumi di prodotto sono infatti entrati in Europa a prezzi troppo bassi creando una concorrenza sleale nei confronti dei risicoltori europei ed in particolare italiani.

 

L'Italia è il maggiore produttore di riso tra i Paesi Ue con circa 230mila ettari seminati ed una produzione stabilmente superiore al milione e mezzo di tonnellate. In definitiva, osserva un esperto comunitario, la legislazione europea non permette un vuoto decisionale. Quindi, come è quasi sempre avvenuto con la decisione sugli Ogm, se gli stati membri non si pronunciano è tenuto a farlo l'Esecutivo Ue. Ora bisognerà solo attendere il via libera definitivo di Bruxelles.

 

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Con il contributo del Parlamento europeo
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