Sabato, 15 Dicembre 2018
LO STUDIO

Tumori, scoperto meccanismo che porta le cellule al "caos": in progetto farmaci per contrastarlo

Individuata una delle cause che possono portare le cellule al caos del tumore: è un errore in un meccanismo chiave di riparazione del Dna che, da solo, innesca una cascata di eventi catastrofici. Avere individuato questo meccanismo è il primo passo per progettare farmaci capaci di contrastarlo.

Pubblicata sulla rivista Nature Communications, la scoperta si deve alla ricerca coordinata dal Aurelie Ernst, del Centro tedesco per la ricerca sul cancro (Dkfz).

«Il caos provocato dai difetti di riparazione del Dna è spaventoso», rileva Ernst. Tuttavia, aggiunge «possiamo combattere in modo mirato le cellule tumorali che nascondono tali difetti, usando farmaci in grado di bloccare il meccanismo di riparazione del Dna di queste cellule. Questo porta a così tanti danni genetici che la cellula non è in grado di sopravvivere».

Le cellule sane, d’altra parte, «non vengono intaccate da questi farmaci».

In circa il 20-30% dei tumori aggressivi, si osserva un caos nel Dna del nucleo della cellula: il fenomeno si chiama cromotripsi e provoca in un colpo solo centinaia di mutazioni, perché i cromosomi si rompono in molti punti e si riassemblano in modo errato.

I ricercatori hanno dimostrato sui topi che una delle cause è il difetto del sistema che ripara il Dna danneggiato.

Disattivando nelle cellule del sistema nervoso dei topi il meccanismo per riparare il Dna danneggiato, gli animali hanno sviluppato tumori al cervello molto aggressivi, le cui cellule presentavano questo caos genetico. Inoltre, è stato notato che il fenomeno era accompagnato da un’abbondanza del gene Myc, che stimola la crescita cellulare. «Se la riparazione del Dna è difettosa e Myc stimola la divisione di queste cellule danneggiate - ha detto Ernst - il rischio di caos nel genoma è particolarmente alto». Analizzando cellule di tumori umani, la connessione tra riparazione difettosa del genoma e caos genetico è stata confermata anche nell’uomo, nei tumori del cervello, nei melanomi e nel cancro al seno.

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