Mercoledì, 21 Novembre 2018
IL SUMMIT

Conferenza sulla Libia a Palermo, incognite sulla presenza del generale Haftar

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Khalifa Haftar

La Francia preme perché la conferenza di Palermo produca una nuova data per le elezioni in Libia. E così si allinea all’Onu, che vuole strappare alle varie fazioni un’intesa per un voto in primavera. Per l’Italia è una sponda importante, ma nuove ombre si affacciano sul summit siciliano: la partecipazione dell’uomo forte della Cirenaica, il generale Khalifa Haftar, non è ancora scontata.

A Roma, la diplomazia italiana continua a tessere la tela per garantire qualche risultato alla conferenza. Oggi il premier Giuseppe Conte ha parlato al telefono con il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi, uno dei protagonisti della regione più attesi a Palermo. Sisi ha confermato a Conte il suo sostegno per «tutti gli sforzi in favore di una soluzione politica della crisi», ha riferito la presidenza egiziana, in una nota in cui però non si cita mai il vertice siciliano.

Leader internazionali a parte, il vero ostacolo alla riuscita della conferenza di Palermo è la frattura, apparentemente
cronica, tra le varie anime della Libia, Tripoli, Tobruk, le milizie, le tribù. Al punto che ancora oggi si rincorrono voci
sui media locali (il Lybian Address Journal) di una possibile defezione di Haftar. Anche se, puntualizzano fonti italiane, «al momento non risulta che non venga».

Forse il generale della Cirenaica vuole alzare la posta per incassare di più a Palermo. Se invece boicottasse il vertice, ogni accordo perderebbe di sostanza. In questo quadro, le cancellerie più coinvolte nel dossier tentano di mediare, anche per salvaguardare i propri interessi. La Francia sarà l’unico big occidentale a portare a Palermo un esponente di peso, il ministro degli Esteri Jean-Yves Le Drian.

Parigi, dopo aver perso la partita sulle elezioni a dicembre 'convocate' al vertice di maggio all’Eliseo, fa buon viso a cattivo gioco e prende coscienza che bisogna trovare un’altra soluzione. Così fonti diplomatiche francesi avvertono che «se i libici percepissero la disunione della comunità internazionale, sarebbe la cosa peggiore». Per questo motivo, «quando uno stretto partner come l’Italia, che è in prima linea, prende un’iniziativa, bisogna aiutarlo».

Così a Palermo, la Francia sosterrà in tutto e per tutto la nuova road map tracciata dall’Onu. In particolare, farà proprio l'auspicio dell’inviato Salamé che le parti possano accordarsi su una nuova data per elezioni parlamentari in primavera. Anche perché, è il ragionamento dei francesi, una scadenza precisa «canalizza le energie» per progredire, scongiurando il rischio che qualcuno «ceda alla tentazione di agire da solo».

Magari proprio il generale Haftar, di cui Parigi è grande sponsor. In città, intanto, a due giorni dalla conferenza sono state già messe in campo strette misure di sicurezza: traffico vietato in una ventina di strade, e persino barche spostate dal porticciolo vicino a Villa Igiea, l’albergo che ospiterà i lavori. Annunciate anche contestazioni.

© Riproduzione riservata

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