Martedì, 13 Novembre 2018

Fastback, l'ibrido Suv-coupé della Fiat in mostra a S.Paolo

Motori
Fastback, l'ibrido Suv-coupé della Fiat in mostra a S.Paolo
© ANSA

SAN PAOLO - Un concetto "audace, osato" che nasce come ibrido di "due pianeti diversi" nell'universo automobilistico, il coupé e il Suv: così descrive Antonio Filosa, responsabile per l'America Latina della FCA, la Fastback, il concept car presentato come novità assoluta al Salone dell'Automobile di San Paolo. La Fastback, ha spiegato Filosa all'ANSA, costituisce un "esercizio stilistico di design che riunisce molti degli elementi che saranno presenti nella pianificazione di prodotti futuri della Fiat, potrebbe anche essere un prodotto in sé", se i numeri del suo business case risultano tanto positivi quanto la reazione della stampa alla sua prima presentazione pubblica.

"E' un modello che è osato perché è la fusione di due concetti: il coupé, che è basso e fatto per essere attaccato al suolo, e il Suv, che invece è alto: la Fastback è un' unione di pianeti nati in maniera differente, un esercizio stilistico arduo", ammette il dirigente della FCA, aggiungendo che "mi sembra che la reazione finora è molto positiva, e siamo molto animati per presentarlo all'azionista".

Il modello rappresenta una scommessa strategica per il futuro del brand Fiat in America Latina, sottolinea Filosa, giacché nella regione "Fiat è mainstream, ma copre solo il 67% del mercato perché non ha un Suv o una pick up metric ton -che stiamo studiando- ma quando avremo i Suv passeremo all'87% e diventerà veramente mainstream, perché i Suv sono il settore che cresce".

La scommessa Suv, però, precisa Filosa, "deve essere fatta italianamente, con la visione del brand che stiamo sviluppando in America Latina", distinta dalla strategia della Jeep ("che ha inventato il Suv quando non si chiamava Suv") che attualmente controlla un segmento importante del settore. "Ogni 5 Suv venduti in Brasile uno è un Jeep: questo è il 20% del settore in più forte crescita", ha sottolineato il dirigente della FCA, che ha attribuito al CEO del gruppo, Michael Manley, la responsabilità per "il miracolo Jeep" che, dopo essersi consolidato negli Usa, ora si espande anche verso l'America Latina e l'Europa.

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