Giovedì, 15 Novembre 2018
ROMA

"Desirée stordita da mix letale di droga", momenti di tensione alla fiaccolata a San Lorenzo

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Un momento della fiaccolata davanti al luogo dove è stata trovata morta Desireè nel quartiere San Lorenzo, Roma

Una lenta agonia prima della morte, rimanendo per ore stordita da un mix letale di droga e in balia del branco che avrebbe abusato più volte di lei. Così è finita Desirée Mariottini, la 16enne trovata senza vita la settimana scorsa in un edificio abbandonato nel quartiere romano di San Lorenzo. Hanno un nome e un volto tre dei presunti aguzzini, che sono stati fermati dalla polizia, ora sulle tracce di un quarto complice.

Ieri, nel quartiere San Lorenzo si è svolta una fiaccolata in ricordo della sedicenne. Doveva essere una manifestazione silenziosa, ma si è trasformata in un grido di accusa contro «gli spacciatori e i delinquenti del quartiere» con molti momenti di tensione. Una reazione molto forte c'è stata quando il corteo che sfilava per le strade di San Lorenzo al grido di «fuori i mostri dal quartiere» ha sentito una donna urlare: «I mostri siete voi» rivolta ai manifestanti. La reazione è stata immediata, ma dopo un vivace battibecco tutto è rientrato nei ranghi.

Momenti di tensione anche davanti al luogo dove è stato ritrovato il corpo di Desireé, dove si sono radunate alcune centinaia di persone, con molti che inveivano contro «gli stranieri che compiono reati» e chi rilasciava interviste. Ad un certo punto alcuni degli amici di Desireé, che circondavano la nonna della ragazza, hanno urlato «silenzio» e per qualche minuto i partecipanti si sono ammutoliti

Matteo Salvini promette: «Farò di tutto perché i vermi colpevoli di questo orrore paghino fino in fondo, senza sconti, la loro infamia». Il ministro invoca anche «la castrazione chimica per gli stupratori».

La madre Barbara si dice «distrutta, straziata. Speravo mi riportassero Desi. Ora voglio giustizia». Tutti e tre i fermati sono immigrati irregolari, uno era già stato colpito dal decreto di espulsione. Per loro le accuse sono pesanti: omicidio volontario, violenza sessuale e cessione di stupefacenti. Uno di loro è stato rintracciato nell’ex fabbrica di penicillina di via Tiburtina, a San Basilio, che è una delle prime occupazioni individuate nella lista dei prossimi sgomberi.

I primi due fermi sono scattati in piena notte dopo ore di interrogatori. A finire in manette due senegalesi: Mamadou Gara di 27 anni e il 43enne Brian Minteh. Qualche ora dopo gli agenti della squadra mobile e del commissariato San Lorenzo hanno bloccato il nigeriano Chima Alinno, 46 anni. Hanno tutti precedenti per spaccio.

Mamadou Gara, inoltre, aveva ricevuto un anno fa un provvedimento di espulsione firmato dal prefetto di Roma, non ottemperato perchè si era poi reso irreperibile. Un evento comune, perchè sono solo poche centinaia i posti nei 5 Centri per i rimpatri attivi in Italia, nonostante il piano ne preveda uno per regione. E così, ai destinatari della misura  viene semplicemente consegnato un foglio di via che raramente rispettano.

Per gli inquirenti i tre avrebbero ceduto alla ragazza un massiccio quantitativo di stupefacenti e poi abusato di lei quando non era già più cosciente. Alla lenta agonia di Desirèe avrebbero assistito anche altre persone. «Quella notte ero nel palazzo. Ho visto Desiree stare male. Era per terra e aveva attorno 7/8 persone. Le davano dell’acqua per farla riprendere», ha raccontato un testimone. «Qualcuno voleva chiamare il pronto soccorso, ma nessuno lo ha fatto. Io non ho chiamato perché non avevo il cellulare», ha aggiunto l’uomo spiegando che l’allarme è stato poi dato intorno all’una.

«Desirée - ha aggiunto - la conoscevo, veniva spesso lì. Quel giorno mi chiese di fumare ma non stava bene e le ho detto di no. Poi è arrivato quel nero e le ha detto 'vieni con me. Dopo ne è arrivato un altro. Sono andato via e quando sono tornato era già a terra».

Intanto, il procuratore aggiunto Maria Monteleone, che coordina le indagini, ha inviato al gip la richiesta di convalida del fermo per i tre extracomunitari. «Il provvedimento di fermo si basa su gravi indizi di reità», ha commentato il capo della Squadra Mobile di Roma, Luigi Silipo. In serata altre persone sono state interrogate in questura: a quanto si apprende non sarebbero sospettate, ma informate dei fatti.

Sul caso è intervenuto anche il premier Giuseppe Conte: «Sono vicino - ha detto - ai genitori di Desiree per questa tragedia: sono un padre anche io, non oso immaginare cosa si possa provare a perdere in questo modo una figlia. Lo dico come autorità di Governo, non possiamo tollerare che all’interno del tessuto urbano si creino degli spazi, dei luoghi, sospesi dalle regole giuridiche».

In mattinata nelle strade del quartiere son entrate in azione delle ronde. «Ci occupiamo - spiega uno dei componenti - di difendere gli abitanti del quartiere e lo facciamo da 5/6 anni». La sindaca di Roma, Virginia Raggi, ha deciso di proclamare una giornata di lutto cittadino in concomitanza con i funerali della ragazza.

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